martedì 19 aprile 2016

FLORIDO IL MERCATO DEL SESSO ON LINE A PAGAMENTO : ARRENDERSI E TASSARLO ?



Uno degli articoli "storici" , in quanto scritto parecchio tempo fa (circa 4 anni), e ancora molto gettonato, del Blog è quello che raccontava come, nell'Italia del sesso facile, sia tra i giovanissimi, curiosi e precocemente sperimentatori, che tra gli adulti, facilitati nei contatti e quindi nei possibili futuri incontri dai social (c'è un curioso articolo che spiega come gli avvocati diano "preziose istruzioni" ai propri clienti su come indagare in rete sulla condotta dei propri coniugi...) , ci fossero ancora NOVE milioni di clienti delle prostitute, e tra questi la maggior parte (60%!) erano sposati... (  http://ultimocamerlengo.blogspot.it/2012/09/perche-9-milioni-di-italiani-vanno-con.html ).
Sono seguiti post, che riprendevano un'inchiesta del Corriere della Sera, che documentavano come la maggior parte della prostituzione fosse assolutamente volontaria, fatta per avere più soldi, preferita a lavori possibili ma troppo modestamente retribuiti. Un colpo alla retorica dello sfruttamento, che certamente è ancora presente, ma relegato al campo delle straniere : le italiane lo fanno per guadagnare di più.
 Oggi sulla Stampa appare un aggiornamento sul tema, concentrato sulla modernizzazione web, che spiega come il sesso online a pagamento non conosca flessioni, a dispetto della crisi economica ( che però morde anche qui, costringendo gli operatori ad abbassare le tariffe, e lasciando spazio alle più economiche cam girl, specialità, pare, delle studentesse) .
Gli osservatori del fenomeno, concludono sempre sull'utilità di prendere atto della sua eternità e quindi di accettarlo, regolarlo e tassarlo, come avviene in paesi come Germania e Olanda.
Altro che multare i clienti !


Sesso online, un business che non conosce crisi e vale 2 miliardi di euro

La città più hot è Milano, a seguire Roma e Torino




mary tagliazucchi

L’industria del sesso a pagamento è un’enorme macchina da soldi. Conti fatti e dati alla mano, questo mercato che secondo gli esperti ha un giro d’affari di almeno un paio di miliardi di euro l’anno. Tanto che, come sostengono sempre più addetti ai lavori, forse è il caso di imitare quanto avviene nella avanzata Olanda, e tassare il mestiere più antico del mondo. Forse non basterebbe per azzerare il debito pubblico, ma un bel contributo allo stato di salute della finanza pubblica ci sarebbe senz’altro. 

 
In Italia, consultando dieci tra i più seguiti siti Internet del settore, risultano all’incirca 43.000 le professioniste del sesso a pagamento. Quello fra le lenzuola è un business che non sembra conoscere la parola crisi, anzi. E per capire meglio questo fenomeno, abbiamo ristretto ancora di più la nostra ricerca prendendo in esame la situazione di Torino, Milano e Roma, considerando oltre alle escort più tradizionali, anche gigolò, cam girls, mistress e trans. Il risultato ottenuto è impressionante: quasi 26mila persone attive, per la precisione 25.788. Un vero e proprio “esercito dell’eros” che si pubblicizza full time sui tanti siti internet dedicati.  
 
LA CITTA’ PIU’ HOT? MILANO  

E’ Milano la città più «attiva» su questo che tra escort, gigolò, mistress e trans si attesta a 7.008 unità, battendo Torino (4.384 ) e Roma (5.208). Solo digitando uno dei tanti siti attivi sulla metropoli lombarda si contano ben 4.306 escort. 
 

I PROFESSIONISTI DEL SESSO, QUANTI SONO E QUANTO GUADAGNANO  

Escort. La categoria di professioniste da sempre più ricercata. A Milano risultano 5.596, a Roma 4.253 e 3.503 a Torino. Prendendo in esame qualche profilo individuale, emerge come “Claudia”, milanese 35enne, consideri il suo lavoro una professione come le altre. Cinque anni fa arrivava a guadagnare 20.000 euro al mese. Ora “soltanto” 6.000/7.000 euro. C’è crisi, spiega. E per affitto, promozione sui vari siti (600 euro mensili più 50 euro al giorno per risultare fra le top escort), cura e bellezza del corpo le vanno via dai tremila ai quattromila euro mensili. La sua tariffa? Varia in base alla bollette da pagare. Che dire, una vera e propria manager di se stessa.  
 

Mistress. In ambito erotico-sessuale sono le cosiddette dominatrici del sesso a pagamento. Con le sue 1.116 “dom” Milano risulta sempre in testa. Segue Roma con 765 e ultima Torino 153. Di quelle dichiarate, ovvio. A Torino “Katalina” ad esempio prende dai 100/200 euro a incontro. Dipende da quanto e come il suo “schiavo” vorrà farsi maltrattare. Qualche esempio di annuncio? «Dea di rara bellezza, propone sessioni di sottomissione completa a umile schiavetto consapevole del proprio ruolo. Sono abile in ogni pratica fetish e pronta ad annullarti ai miei voleri”. Lavorano da casa o raggiungono il cliente dove vuole. 

 
Trans. Categoria poco sponsorizzata, apparentemente, nonostante la notevole richiesta. A Milano ce ne sono 144, a Roma 98 e 54 a Torino. Attraverso un sito contattiamo “Cinzia” di origine brasiliana. Ha 29 anni e da 4 anni fa questo mestiere. Le sue spese maggiori sono per le cure estetiche e ormonali. Ma, nonostante questo riesce a guadagnare sui 5000 euro al mese.  

Cam girls: Da una ricerca del Codacons risultano in Italia più di 18.000 le ragazze che operano in questo settore. La crisi economica ha fatto esplodere il fenomeno. La maggior parte sono studentesse universitarie fuori corso, che arrotondano così per pagare l’affitto e le spese universitarie. Solo su uno dei siti più diffusi ne risultano 9.800. Si guadagna anche 2.000 euro al mese, esibendosi in webcam cinque giorni a settimana per circa 6 ore al giorno. Basta digitare cam girl e vi compariranno anche su Facebook decine e decine di profili di giovani, ammiccanti, fondoschiena in vista. E poi su Skype, Msn Messenger...  

 
Gigolò, L’esercito dell’eros si compone anche di uomini: palestrati o eleganti, rudi o romantici, l’importante è pagare. A Milano ne risultano attivi 152, a Roma 92 e Torino 62. Sono quasi sempre gli stessi e girano per l’ Italia. Su di un sito troviamo R., che a partire da 500 euro diventa accompagnatore per un giorno, amante di una notte, ma anche per una settimana. Qui però il costo cambia e si arriva anche a 1.500 euro. Anche lui guadagna sui 6.000/7.000 euro al mese. Le spese rispetto ad escort e trans, ci dice, sono minori. Loro devono ricevere a casa, lui invece viene ospitato e rimborsato anche delle trasferte. Imprenditore e benestante, pratica questo mestiere part time, non per lucro, ma per una grande passione verso le donne. Dice. 

 
CHI GUADAGNA CON QUESTO BUSINESS  

Dal business del sesso a pagamento non guadagnano solo gli “addetti ai lavori”. In Italia sono oltre 100 i siti che lo pubblicizzano. I proprietari che li gestiscono sono la maggior parte italiani, ma cosa ormai risaputa, intestano il dominio del sito a vari prestanome in paesi stranieri - dall’Ucraina alla Romania - dove la tassazione è inferiore. Così facendo riescono ad ottenere guadagni netti maggiori. Se pensiamo alle 5.596 escort contate solo su 10 siti di Milano, e calcolando che pagano sui 600 euro mensili il loro abbonamento al sito, si arriva a 3.357,60 euro annui per inserzionista. Cifre da capogiro. Per non parlare degli affittuari degli appartamenti delle escort che, come ci raccontava “Carola”, incassano affitti mensili dai 2000 ai 3000, pur di chiudere un occhio e sedare le polemiche da condominio.

Anche il settore della chirurgia estetica beneficia di questo business. Nota la storia del trans piemontese che aveva speso 70mila euro per rifarsi seno, gambe e oltre 150 interventi al viso. Le stesse farmacie dove si comprano profilattici, lubrificanti e viagra hanno un loro guadagno. Per non parlare degli oltre 700 sexy shop, presenti in ogni città e persino nei paesini di provincia, dove gli articoli hanno prezzi decisamente elevati. E per finire, il mercato della droga.  

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