martedì 6 febbraio 2018

POTERE AL POPOLO : C'E' SEMPRE QUALCUNO PIU' A SINISTRA DI TE

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Manca un mesetto alle elezioni. Tanto, poco, per valutare la possibilità di sensibili discostamenti dal trend che i sondaggi propongono da tempo in maniera piuttosto costante ?
Il centro destra, come coalizione, continua a veleggiare attorno al 37%, decisamente in vantaggio rispetto al M5 Stelle, intorno al 28, e alla coalizione di Centro Sinistra (più o meno su quei valori).
Peraltro, se non aumenta, difficile che vinca quei 50 seggi che le mancherebbero per la maggioranza solitaria.
La coalizione di Centro Sinistra pare compensare la perdurante flessione piddina (alcuni istituti danno addirittura i democratici al 22%, che sarebbe la fine politica di Renzi) con la crescita della Bonino. 
Io ho sempre avuto simpatia e apprezzamento per la leader radicale, specie dopo la svolta liberale impressa da lei e Pannella al loro movimento, però la sua posizione attuale mi convince meno : troppo europeista. Come Panebianco, personalmente credo che l'Europa vada rivista con una ridisegnazione delle competenze, concentrate e limitate rispetto alle attuali.
Comunque la curiosità maggiore, ancorché di non grande rilevanza, che viene dagli ultimi rilevamenti è che c'è sempre a sinistra qualcuno che è più sinistrorso di te. Liberi e belli, il partito di Bersani e D'Alema, affidato a Grasso, e affiancato dalla Boldrini ( roba da morbillo grave), nato per radere al suolo Renzi - e buttarci il sale sopra, a scanso di resurrezioni - sfruttando la voglia di Sinistra che alberga in certe latitudini del paese, avrebbero un concorrente più sinistro di loro : Potere al Popolo.
In effetti, il nome è tutto un programma. Sarebbero i reduci di rifondazione comunista, e li danno in grado di erodere financo un 2% in quell'elettorato lì. 
Ah, sembra che per la prima volta, da decenni, alle elezioni italiane mancherà un partito comunista, nel senso che la parola tristemente storica non comparirebbe in alcuna lista elettorale.
Non so se sia vero, ma sarebbe una bella cosa.




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Ultimi sondaggi: a sinistra non c'è solo Leu.
E la Bonino cresce più degli alleati  

 Ultimi sondaggi: a sinistra non c'è solo Leu. E la Bonino cresce più degli alleati
 di CARMINE SAVIANO

ROMA - L'impatto del raid razzista di Macerata sulle opinioni politiche degli italiani non è stato ancora misurato del tutto. Saranno i sondaggi in uscita nell'arco di questa settimana a dar conto degli effetti dell'azione di Luca Traini sugli equilibri politici e sulla risposta dei partiti ai temi del terrorismo, della sicurezza, della xenofobia. Oggi quella che è possibile fornire è un'istantanea delle relazioni tra le coalizioni politiche che si contendono la vittoria alle elezioni del 4 marzo prima dei fatti di Macerata. E qui, alcune novità: cresce - seppur di poco ma con costanza - il consenso che raccoglie +Europa all'interno della coalizione a guida Pd. A sinistra Potere al Popolo sembra sottrarre con il passare dei giorni cospicui consensi a Liberi e Uguali.
  

La sfida di Emma. La lotta per presentare le liste, il soccorso di Tabacci, il coraggio, dati i tempi, di dare all'Europa il ruolo di stella polare dell'azione politica. I consensi del nuovo partito guidato da Emma Bonino oscillano secondo i sondaggisti tra l'1,6% e il 2,6%. Numeri in crescita ma che non aiutano la coalizione di centrosinistra. Perché continua il calo del Partito Democratico. Dato da tutti i sondaggi sotto la soglia del 24%. E in più casi (Ixe e Termometro Politico) la percentuale di voti che andrebbero ai dem è indicata al 22.

I leader. E la Bonino scala anche la classifica del gradimento dei leader. All'interno del centrosinistra (dati Ixe) è seconda a Paolo Gentiloni: il premier tocca la soglia del 34% di gradimento personale, la Bonino è al 30%. Matteo Renzi scende al22%. In questa particolare classifica il segretario dem è scavalcato da Salvini e da Berlusconi (entrambi al 23%) e da Beppe Grillo (23%) e Luigi Di Maio (29%). Il leader di Leu Piero Grasso è al 22% mentre nello stesso partito Pier Luigi Bersani si ferma al 18%.

La sfida a sinistra. Liberi e uguali non è più il solo contenitore in grado di raccogliere consensi dalle anime della sinistra italiana. E se Ixe da la formazione guidata da Piero Grasso al 7,3%, altre rilevazioni raccontano una realtà diversa: per Bidimedia Leu è al 5%, per Emg è al 5,3%per Termometro Politico è al 5,6%. Lontani dalla soglia del 6%.

Nelle stesse rilevazioni si nota la crescita di consensi di Potere al Popolo la lista nata dall'incontro tra Rifondazione Comunista e esperienze legate ai movimenti sociali: Termometro politico li da all'1,6%, Bidimedia all'1,1%. Lontani dall'ingresso in Parlamento ma in grado di dar rappresentanza politica a parta della sinistra.

Di Maio e Berlusconi si consolidano. Movimento Cinque Stelle e coalizione di centrodestra mantengono le loro posizioni. Il partito guidato da Luigi Di Maio oscilla in media tra il 27 e il 29%. Mentre a destra è ormai stabile il ruolo primario di Forza Italia (media tra il 15 e il 17%) che in ogni valutazione raggiunge quasi i due punti percentuali di distacco dalla Lega (media tra il 12 e il 15%). Fratelli d'Italia è stabile intorno al 5% mentre Noi con l'Italia è intorno al 2,5%. L'ultradestra: nei sondaggi in cui ne viene misurato il consenso, CasaPound è tra lo 0,9% l'1,9%. Con una punta nel Lazio dove raccoglie il 2,9%.

Tra Roma e Milano. Altro capitolo, quello delle regionali. In Lazio e in Lombardia si vota nello stesso giorno delle politiche. Lombardia: riportiamo i dati di Termometro Politico. Il candidato del centrodestra, il leghista Attilio Fontana, è al 43%. Per il centrosinistra il sindaco di Bergamo Giorgio Gori è al 36,5%. Pesa la divisione con Leu: Onorio Rosati è al 3%. Nel Lazio sembra non esserci partita. Nicola Zingaretti è dato da Izi al 36,6%. L'ex candidato a sindaco di Milano in corsa per il centrodestra raccoglie un sorprendente 23,2%. La grillina Lombardi è al 25,7% mentre tutto il Movimento 5 Stelle è dato al 27%. Di gran lunga il primo partito. Il Pd è al 19%.

Postilla. La televisione resta il luogo principe dell'informazione politica: preferita dal 78% degli italiani. Seguita dai siti di informazione su internet (42%), dalla stampa (30%), dai social network (15%).

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