lunedì 30 luglio 2018

PICCOLO RACCONTO DI MEZZA ESTATE

A volte degli amici - molto amici ...- mi hanno chiesto perché non mi cimento con un racconto, addirittura un romanzo. 
Spiego sempre che non ho quel respiro, e non sono un creativo. Mi piace osservare e raccontare, commentando. Ma la narrativa è altra cosa.
Alcuni insistono e il momento in cui smetterò di battere i marciapiedi dei palazzi di giustizia si sta - fortunatamente - avvicinando...chissà, potrei provare...

Allora tento un piccolo esperimento...di seguito propongo una brevissima storia, forse di fantasia, forse no, ma in questo caso sarebbe passato talmente tanto tempo che è come se lo fosse.
Se non vi è dispiaciuta, sarete carini a farmelo sapere in qualche modo...


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Sei concentrato, teso, di una tensione giusta, che conosci. 
La tensione dei momenti importanti.. 
L’hai atteso tanto questo momento e adesso sta per accadere. Vedrai Giulia ed entrerai dentro di lei.
Questo vuoi, ad ogni costo, come non ti era mai accaduto prima, perché mai prima un momento così è stato a lungo pensato e desiderato senza poter essere realizzato.
Non la ricordi Giulia, se non vagamente. Sono passati più di cinque mesi da quel giorno di giugno e Giulia l’hai vista in tutto tre volte !  Non c’è niente di normale, di ordinario in tutto questo ma non ha importanza.  Il cuore voleva evidentemente certe emozioni e la mente , aiutata da tante particolari circostanze, gliele ha date.
Ora però l’incontro di anime si deve completare, a costo di rompere i sogni.
Sei arrivato in anticipo, aspetti, ma non con ansia. Sei deciso, quella bella sensazione che conosci, che sai di avere nei momenti importanti. Non sempre purtroppo, però sai che può essere nelle tue corde.
Giulia arriva, su una polo argentata, contromano…
La vedi e non la riconosci. Anche lei non ti riconosce , ma ci sei solo tu nel piazzale e quindi lei sa che devi essere tu, e ti sorride imbarazzata ed emozionata. Chissà che avrà provato vedendoti. La  sensazione primordiale, a pelle, come si dice, prima che la sua mente – fervida, meravigliosa e pericolosissima - si metta in moto…
La tua è che Giulia è affascinante  e quando apri lo sportello e vedi il suo sorriso, bello , luminoso anche se non d’amore, pensi : si,  vorrei questa donna al mio fianco. E’ un pensiero immediato, la risposta ad una domanda venuta chissà da dove perché non è questo che a livello conscio ti eri chiesto fino a quel momento. Ed invece è la prima sensazione che hai.
Entri in macchina, lei è emozionata e vuole comunicarti la sua emozione. Tu no. Tu senti solo che sei stranamente contento e sicuro. Non di lei, di te.
L’albergo è vicino. Per fortuna è bello ( avevi terrore di un albergo squallidino, triste) , non caldo ma elegante. Nessun problema alla reception. Giulia ha già pagato il conto, ti dispiace, non doveva, sei tu l’uomo, il cavaliere, ma dentro sei contento : anche Giulia ha voluto quel momento e l’ha costruito con te e anche più di te.
L’ha costruito, più di te… MA tu l’hai voluto più di lei e tutta la giornata lo dimostrerà.
Saliamo in stanza, Giulia è sempre emozionata, ha sete, le mani le tremano. Tu la guardi e ti riempi gli occhi di lei : elegante, bel vestito, bel trucco, belle scarpe…
Finalmente l’abbracci, è la prima volta ed è bello. Lei aderisce a te, si fa sentire e tu senti il desiderio che sale. Fino a quel momento erano solo gli occhi, finalmente è arrivato anche lui…
Si spoglia, rimane in intimo e calze. Il corpo di Giulia è bello ed inaspettato. E’ magra, come ti diceva, ed in effetti si intuisce che nel suo peso ideale Giulia sia ancora più bella, fiorente. MA tu noti cose che non avevi visto : le gambe, belle, lunge, modellate. Non le pensavi così, non ricordavi una Giulia alta. Ti spogli , ti avvicini, cominci a baciarla, ma i suoi baci sono timidi, frenati. Le sfiori il corpo con le labbra ma capisci subito che non puoi rimandare la cosa che veramente vuoi, la cosa che – insieme all’altra – ti ha portato li : entrare dentro di lei, sentire lei e sentirti unito a lei. E quindi lo fai.
Ci sono poche cose belle come unirsi ad una donna che senti…Sei stato con diverse donne ormai, non tantissime , non sei un play boy, ma comunque le fidanzate non sono state le uniche…la differenza la sai e con Giulia la rivivi.
Non è sesso, Non c’entra nulla. MA non è nemmeno amore, non ancora .
Ed infatti non fate l’amore : Giulia paga la sua promessa e tu prendi il tuo dono.
Tutto.
Non lasci niente, prepotente nella tua dolcezza.
Prendi, e Giulia dà.
In una sorta di sacrificio pagano, Giulia paga le emozioni belle e travolgenti di mesi passati a sognare ed immaginare. Giulia è la sacerdotessa sacrificata, Marco è il Dio che riceve il dono.
Bello, bellissimo, e non importa se oggi l’amore non c’è. Lo cerchi negli occhi di Giulia, lo chiedi alle sue labbra e lei recita la sua preghiera, splendida sacerdotessa addestrata al rito. Non lo trovi.  MA stavolta Dio è buono con te e non ti ruba le emozioni bellissime che i tuoi sensi, tutti , stanno vivendo. Gli occhi, le mani, i sapori, gli odori…
Tutto.
Non hai nemmeno bisogno di finire, ma Giulia questo lo chiede ed ha ragione lei : il rito deve concludersi … Ti vuoti in lei, in una sensazione di felice compimento. 
La tieni fra le braccia, la coccoli, la baci. Sei tenero e ci sei, ci sei ancora, anche senza di lui. Lei no. Giulia non c’è, non c’è mai stata del tutto. Si cerca, smarrita, e non si trova. Te ne accorgi, ma non dici nulla. Comunque sei contento di quei doni, sei grato alla tua sacerdotessa.
Se scoprirai che le tue peggiori paure si sono realizzate, se vedrai che il Marco reale ha irrimediabilmente (ecco, irrimediabilmente, è il termine giusto, perché che perdesse era inevitabile) perso il confronto con il Marco ideale, sarà brutto e doloroso.
MA questo non accadrà oggi.
Ti accompagna all’aeroporto, è triste. Tu no. Malinconico, certo, ma non triste, sei troppo contento dei tuoi doni, del tuo cerchio perfetto.
Domani  ti chiederai se c’è ancora una linea, ma oggi era importante chiudere una storia iniziata cinque mesi fa. La vita è fatta di tappe, questa era una e per te il traguardo è stato bellissimo.
Nel parcheggio dell’aeroporto lei ti cerca, cerca i tuoi baci , le tue carezze, si fa ancora esplorare…LA sensazione è sempre quella di una Giulia che cerca se stessa, i suoi sogni, la corrispondenza tra sogno e realtà. Fa tenerezza Giulia.
E qui sta l’altra cosa che ti ha portato li : la voglia di verità.
Ricordi una leggenda che ti aveva commosso da ragazzo.
Un bambino, di stirpe regale , viene rinchiuso dall’usurpatore del regno dentro una botte e gettato in mare. La botte è grande per il bambino piccolo ma lui, naturalmente, cresce e per non rompere la botte e rischiare di affogare inizia a rannicchiarsi. Arriva un momento che solo tutto raccolto , piegato, costretto, riesce a stare dentro la botte. Può scegliere. Ormai è cresciuto, se resta raggomitolato la botte non si romperà e lui continuerà a vivere. Se si alza, la botte si romperà e lui quasi certamente affogherà.
Il principe si alzò.
Nel venire da te, nel farmi vedere per quello che sono e che tu avevi dimenticato e ricostruito nella tua mente, io mi sono voluto alzare , rompendo la botte dei tuoi sogni.
Nuoterò e forse non affogherò. O forse si, e sarà doloroso.
Ma nella botte non volevo restare più.

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