lunedì 8 ottobre 2012

IO STO DALLA PARTE DI DANIELE DE ROSSI



Adesso diranno che scrivo a favore di Daniele De Rossi perché è nemico di Zeman. Non è così. A me piace perché lo ritengo un "Hombre Vertical", come dicono gli spagnoli : un uomo dalla schiena dritta. Ha sempre detto quello che pensava, che è già una bella cosa, e oltretutto quello che pensa non è mai banale (che è OTTIMA ).
Daniele De Rossi ha i difetti ma anche i pregi del romano migliore : presuntuoso, arrogantello ma leale, schietto, diretto. Fumantino, vale a dire incazzoso, però a viso aperto, come erano  Gattuso e prima di lui Tardelli, di cui è stato considerato l'erede. L'accostamento con "l'urlo di Spagna" non lo vedo.  Tecnicamente più Marchisio può ricordare il grande Marco, De Rossi ha un altro passo , meno veloce e più potente, meno incursore, anche se la porta la vede anche lui ( 47 gol in carriera, che non sono pochi per un centrocampista, più 11 reti in nazionale in oltre 80 presenze. Totti, per sua scelta, si è fermato a 58 e 9 gol in maglia azzurra ), con maggiore senso tattico e visione di gioco, anche se Zeman non lo vede "regista" e avrà anche ragione probabilmente. Però è indubbio che De Rossi è centrocampista completo, che sa fare tante cose e bene (difendere, coprire, proporre e proporsi). Agli Europei di questa estate è stato il leader indiscusso della squadra sia in campo (con Pirlo) che fuori .
Non sarà un caso che il Manchester City di Mancini - che lo conosce bene e chissà i vaffa che si sono detti, fumini come sono entrambi - lo voleva a tutti i costi.
Personalmente credo che De Rossi abbia fatto male a restare a Roma, come del resto lo penso di Totti. Però il capitano lo capisco di più, perché comunque lui qui è il RE, e in nessun altro posto del mondo lo sarebbe potuto essere. Per De Rossi, "capitan futuro" non potrà mai essere così. Sarà uno dei grandi giocatori romani della Roma come ce ne sono stati altri (Bruno Conti, Giannini il "principe" per dirne due famosissimi ) ma nessuno sarà mai come Totti (che a me non sta simpatico, ma non c'entra).
Quindi io uno come lui nella Premiere League celo vedo no bene, benissimo.
Col tempo poi De Rossi si è anche disciplinato e responsabilizzato diventando uomo "squadra". Da giovane era troppo temperamentoso, col vizio delle gomitate (una gli costò l'intero mondiale tedesco : 4 partite fuori, rientrò in tempo per la finale, dove ben si comportò, segnando anche con encomiabile freddezza, a soli 23 anni, uno dei cinque rigori decisivi ) . Ora gli è passato, anche se la grinta, il carattere, non gli difettano mai.
Ha passato un periodo grigio in carriera, conciso con la crisi familiare. Prima la morte del suocero, in circostanze oltretutto non chiare ( si parlò di "regolamento di conti" nella malavita romana ) poi la separazione sofferta dalla moglie (oggi lo dicono  felicemente fidanzato con l'attrice inglese Sarah Felberbaum : sono contento per lui 
All'epoca della vicenda del suocero, De Rossi iniziò a far vedere di che pasta era fatto : occhi mai abbassati davanti a giornalisti e telecamere, un leone nel difendere il ricordo del suocero, a protezione della moglie e perché comunque per lui era stato "un brav'uomo" , riferendosi a quello che conosceva di quella persona, comunque tragicamente scomparsa.
E' tornato a fare bene lo scorso anno con "Luigi Enrico", nel cui gioco credeva. Lo ha detto sempre, anche dopo le "sveglie" (Zeman ha rispolverato questo termine per Juve - Roma...) , presentandosi regolarmente in sala stampa. Quando l'allenatore lo escluse per un ritardo di pochi minuti alla riunione tecnica pre partita, non fece una polemica, dichiarando anzi che le regole valgono per tutti. Dentro di sé, come l'intero mondo, avrà anche pensato che il Mister avesse esagerato, e sono certo glielo avrà anche detto, ma a quattrocchi.
Dopo Juventus Roma si è esposto, esprimendo giudizi chiari, netti : illude i tifosi chi parla di scudetto, che la Roma deve impegnarsi per la Champions e non può fallire nuovamente l'Europa (della serie, almeno sesti ce dobbiamo arrivà se no mejo buttasse ar Tevere...) . Ha anche aggiunto cose come  il calcio che alla fine non viene da Marte ed è sempre quello. E in Italia, alla fine della fiera, come e più che altrove, conta fare i punti. Credo che De Rossi parlasse anche con riferimento al progetto svanito della precedente stagione, in cui pure aveva creduto.Detto altrove, sarebbe stato nulla di che, ma alla Roma delle grandi visioni  e oggi tornata in mano al Guru, cambia.  Zeman, tra i tanti difetti che ha, è pure permaloso, e tanto, e se l'è legata al dito.
Così, nell'escluderlo dalla formazione di domenica (dove la Roma ha vinto ma l'Atalanta al 30' del primo tempo poteva aver emulato la Juve, vincendo per 3 a 0 ) ha detto che i giocatori importanti devono dimostrarlo anche durante la settimana, durante gli allenamenti. Il che, in linea di principio è giusto. Solo , qualche dubbio : 1) vale anche per Totti ? o il capitano, coi suoi 36 anni suonati qualche jolly ce l'ha ? 2) De Rossi non è serio in allenamento ? Zeman sarebbe il PRIMO a dirlo dei tanti allenatori passati per Roma 3) sarà per questo fideismo che Zeman non ha mai allenato le grandi squadre ? ve lo immaginate con Maradona, che ha fatto vincere due scudetti al Napoli allenandosi forse nel pre riscaldamento la domenica ?
Non so come andrà a finire. Noto l'assordante silenzio del Capitano, e quello sorridente, di circostanza, dell'interessato.
Forse pensa che in fondo Gennaio è vicino, e che l'errore non lo ripeterà.
Auguri Daniele.

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