venerdì 14 giugno 2013

INGROIA LASCIA LA MAGISTRATURA. OGGI E' UNA BUONA GIORNATA PER LA GIUSTIZIA


Ingroia ha avuto un merito non comune. E' riuscito a metterseli contro tutti quelli del suo mondo, che pure in genere fanno quadrato tra loro. E invece a lui l'hanno buttato a mare all'unanimità : Consiglio Speriore della Magistratura, Associazione Nazionale dei Magistrati, addirittura Magistratura Democratica !! La sua corrente, il "covo" delle toghe rosse per eccellenza .
Certo che quando all'apertura di OGNI anno giudiziirio il Primo Presidente della Corte di Cassazione come il Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa parlano di magistrati che non devono mai perdere di vista i doveri del proprio ruolo anche esteriori, e quindi la riservatezza, la discrezione, l'evitare la sovraesposizione mediatica...a chi correva la mente di tutti pensando al campione riconosciuto dell'ASSENZA di tutte queste virtù ? Esatto : Antonio Ingroia.
Di gesti stigmatizzabili e stigmatizzati ne aveva già fatti parecchi, il più famoso la partecipazione "partigiana" al congresso dei Comunisti d'Italia di Diliberto.
Ma è stato il 2012 il suo anno bisesto. Le polemiche aspre per la questione delle intercettazioni telefoniche coinvolgenti il Capo dello Stato, lo schiaffo della Consulta che dà torto alla Procura di Palermo, la vicenda pessimamente gestita della sua missione per conto dell'ONU in Guatemala, con precocissime dimissioni per scendere in politica alla testa di Rivoluzione Civile, il clamoroso tonfo elettorale, dove la lista civica di Ingroia, che raduna Rifondazione Comunista, PDCI, i Verdi, gli arancioni di de Magistris e anche l'IDV di Di Pietro, raggiunge un miserrimo 2,2% e rimane fuori dal Parlamento.
A quel punto, inizia l'ulteriore balletto con code polemiche e velenose. Viene assegnato ad Aosta, unica sede disponibile dopo che il magistrato si è candidato in tutte le circoscrizioni elettorali della penisola tranne quella valdostana, ma lui rifiuta. Ricorre al Tar, poi al Consiglio di Stato. Gli danno torto. E lui grida al complotto.
Stavolta però anche Travaglio, il suo amico e sodale, è in difficoltà (brutto periodo per gli amici del Tribuno del Fatto : pure Grillo è in difficoltà nera...avesse preso il posto di Scalfari nel portare  sfiga ai suoi ?? ).
Alla fine, si è arreso. Si Dimette.
Continuerà a fare politica, ed è bene che sia così. In realtà è il mestiere a cui si è sempre dedicato, ma sbagliando porta. Quella che prende oggi è finalmente quella giusta.
Il magistrato deve essere ALTRA cosa.
Ecco la notizia delle dimissioni riportata su Libero.it

 

Ingroia lascia la magistratura

Addio alla magistratura dell'ex pm prezzemolino: "La decisione più sofferta della mia vita". E cerca di riciclarsi subito con il Movimento 5 Stelle

 Antonio Ingroia lascia la toga
e strizza l'occhio ai grillini

Basta con la toga, ora soltanto la politica. Ora è ufficiale: Antonio Ingroia lascia la magistratura. "E' stata la decisione più sofferta dei miei 54 anni", ha piagnucolato in un'intrevista a Repubblica. Ora l'ex pm prezzemolino potrà dedicarsi a tempo pieno all'azione politica, senza farlo più dalla aule del tribunale. Certo, il futuro è nebuloso: il risultato della sua Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche è stato fallimentare. In Parlamento, infatti, non è entrato nemmeno lui.
Strizza l'occhio ai grillini - Senza toghe e con un futuro politico di dubbio successo, Ingroia non perde tempo e strizza l'occhio al Movimento 5 Stelle. L'ex pm sostiene che Azione Civile (questo il "nuovo" nome della sua creatura) alle prossime elezioni non dovrà presentarsi da sola. E con chi, allora? Magari con i pentastellati. Quello di Ingroia, infatti, suona un po' come un appello: "Chiedo al Movimento 5 Stelle di cessare di essere autoreferenziale perché è lo stesso errore che ha portato la sinistra alla sconfitta. Ci si impegni per evitare l'assalto alla Costituzione che si profila". E ancora: "Mi sono spogliato della toga, dico agli altri di togliersi le casacche e lasciare movimenti autoreferenziali". Quindi arrivano anche inviti ben più espliciti, diretti a Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Sergio Cofferati, Fabrizio Barca, Laura Puppato e Giuseppe Civati. Gran parte dei nomi, putacaso, sono o erano legati al "pantheon" grillino.
Lacrime da pm - Le dimissioni dalla procura di Aosta, dove non ha mai voluto andare, Ingroia le firmerà il 18 giugno: "In quell'occasione - ha spiegato - restituirò le chiavi del mio ufficio al mio capo, Marilinda Mineccia". Questo l'esito dell'estenuante braccio di ferro con il Csm: al centro della discordia proprio il trasferimento ad Aosta. La decisione di mollare la politica, ha aggiunto, "è stata presa a malincuore, ma non ci sono più le condizioni perché la tenga ancora indosso. Sono così affezionato a questa toga - proseguiva - che sarei rimasto in magistratura se mi fosse stata data la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza ventennale di pm antimafia in Sicilia. Ma c'è chi non vuole - ha accusato ancora una volta -, il Csm in testa".


5 commenti:

  1. Guido De Maio

    il paragone di scalfari e travaglio sul portare sfiga ai "loro" (grillo compreso) è poi stupendo

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  2. RENATA SERCI

    Buona notizia anche per i cittadini

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  3. LEARCO SACCHETTI

    ....e per gli italiani

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  4. ANGELO FORTE

    anche per chi tremava per avere dall'interno dello stato trattato con la mafia

    finora 14 amici della trattativa stato mafia

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    1. Angelo, ti riferisci a coloro che hanno espresso condivisione al post ? Tu non fai penale vero ?

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