martedì 17 settembre 2013

MA UN NOBEL PER LA PACE A PUTIN ? TANTO...


Il segretario dell'ONU si sveglia e dice che in Siria vengono commessi dei crimini contro l'umanità e i responsabili dovranno essere puniti. Però !
E si spinge fino ad affermare che le prove raccolte sulle famose e nefaste armi chimiche usate contro la gente siriana confermerebbero l'uso da parte dell'esercito regolare (come del resto era più probabile che fosse, anche per disponibilità di mezzi a usarle).Tutto questo giunge opportunamente "in ritardo", quando la minaccia di rappresaglia o punizione degli USa è stata congelata per la proposta di Putin di mettere in sicurezza l'arsenale chimico di Assad, con la prospettiva di distruggerlo.
Obama ha ovviamente colto questa opportunità, che allontana sine die il dito dal grilletto che proprio non è nelle sue corde tirare (bé, è o no un premio nobel della pace ??). Bene, probabilmente in Siria le armi chimiche non si useranno più o non sarà Assad a farlo, che in fondo le armi convenzionali dovrebbero bastare alla bisogna. 
Ci sarà la pace auspicata dal Papa ? No, ovviamente, Continuerà la guerra civile, perché da quelle parti le cose si sono incanaglite parecchio. Del resto, agli amici arabi che ho, questa guerra ricorda una spiacevole verità :  i confini di quei paesi se li sono letteralmente inventati gli occidentali colonialisti al tempo del disfacimento dell'impero ottomano. mettendo insieme tribù divise per etinia e per religione : e quindi curdi, armeni, oltre che arabi, e poi sanniti e sciiti, oltre a varie minoranze tra cui quella cristiana. 
Risultato : o c'è un dittatore dalla mano pesante (il vecchio Assad, Saddam, Gheddafi ecc...) oppure c'è il caos  (ricordarselo quando si parla di Palestina e Israele ? ). 

Putin ha ottenuto un buon risultato, mediando e trovando una soluzione che dà tempo e questo gli è valso il plauso della comunità internazionale e da noi di coloro cui basta vedere la parola USA per avere le palpitazioni di un toro di fronte alla muleta. 
A costoro Pierluigi Battista ritiene opportuno, in una sua nota di ieri, ricordare qualche tratto biografico non precisamente positivo del capo (autocrate mascherato ? ) della Russia.
Nell'elenco, esteso, sono certo che l'elemento peggiore sarà l'essere amico di Berlusconi...
Battista non credo disdegni una soluzione negoziale del dramma siriano, semplicemente è scettico sulla buona fede di Putin, che ha come obiettivo quello di difendere un alleato, amico della Russia.
La Pace non è mai stata tra le sue priorità. 
Insomma, diffida. 
Ma ecco il suo intervento.

SE VUOI LA PACE CI PENSA PUTIN 

 

E adesso legioni di sinceri amanti della pace si metteranno in marcia per ringraziare il nemico di tutti i guerrafondai come Obama: Vladimir Putin. Finalmente il mondo pacifista, come si vede in questi giorni in cui si sprecano gli ossequiosi ringraziamenti al presidente russo che fece anche dono di un celeberrimo «lettone» al nostro ex premier che avrebbe voluto ricambiarlo con un posto nella sua «Università liberale», può rallegrarsi per l'azione equilibratrice di un uomo che mai e poi mai avrebbe potuto dar seguito alla già cruenta opera del suo predecessore Eltsin e radere definitivamente al suolo, edificio dopo edificio, civile dopo civile, la ribelle Grozny, covo della sovversione della Cecenia, per poi dichiarare: «Grozny è caduta, l'esercito russo ha completato le operazioni per liberare la capitale cecena».
Finalmente la causa della pace può riconoscersi in Putin, che mai avrebbe approvato un certo brutale uso della forza per annientare i terroristi che avevano preso in ostaggio 1.127 persone, in maggioranza bambini, in una scuola di Beslan nel 2004 con un'operazione militare che avrebbe lasciato sul terreno 334 ostaggi, di cui 186 bambini. Finalmente la pace potrà essere salvata contro le mene imperialiste di Barack Obama e del francese Hollande da un uomo che, nel 2002, condusse l'assalto armato contro i terroristi che si erano asserragliati con gli ostaggi nel teatro Dubrovka di Mosca; un assalto appoggiato dall'uso del gas e che provocò la morte di 129 ostaggi.
Finalmente possiamo seguire la sincera volontà di pace di un uomo che certamente non ha avuto nulla a che fare con l'assassinio della coraggiosa giornalista dissidente Anna Politkovskaja e che certamente non si è reso responsabile di ripetute violazioni dei diritti umani e politici: altrimenti, non avremmo forse avuto le sentite e vibranti proteste in questi giorni del nostro ministro degli Esteri, Emma Bonino? Finalmente la pace, e comunque il sospiro di sollievo di Assad in Siria, può avere spazio con un uomo come Putin che si è comportato con tolleranza e moderazione e senso umano della pace anche in Georgia. Finalmente la difesa contro un maniaco della guerra come Barack Obama è affidata a un regime che ha introdotto di recente una delle legislazioni più avanzate sui diritti degli omosessuali, vietando almeno la fustigazione e la lapidazione dei rei e lasciando purtroppo in piedi qualche altra residua forma di persecuzione per i gay. Finalmente possiamo riporre la nostra fiducia, condivisa da tanti coraggiosi governi occidentali, tra cui il nostro, illuminato dall'intransigenza pacifista della Farnesina, in un uomo come Putin che sicuramente, malgrado le malevole insinuazioni e malgrado un fugace passato di frequentazione con i metodi spicci del Kgb, non può avere nulla a che fare con il polonio inoculato nei corpi di temerari dissidenti all'estero. Certamente gli amanti della pace potranno avere in lui un punto di riferimento contro gli aggressivi Stati Uniti. Viva la pace.

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