martedì 3 dicembre 2013

BERLUSCONI DEPUTATO EUROPEO. NON ACCADE, MA SE ACCADE...

 
In effetti era un pensiero che mi era venuto, guardando alla prossima sicura scadenza elettorale, quella delle politiche europee della prossima primavera : e se Berlusconi trovasse il modo di candidarsi in un paese UE e fosse eletto ? Sai che marameo per i magistrati italiani ? Tornerebbero in auge tutte le immunità decadute con la perdita del seggio senatoriale. Niente manette, niente possibilità di pressing della stampa e dei movimentisti, dei partigiani anti cav. Bruxelles è lontana. E' fattibile ? Parrebbe di sì, che il Cavaliere vanterebbe qualche amicizia importante tra i capi politici conservatori, in particolare Victor Orban, il discusso leader ungherese.
Una soluzione simile, a mio avviso,sarebbe salutata segretamente con gioia da tanta gente, anche nel campo avverso, variamente intimorita dal pensiero di una vera marginalizzazione del nemico numero 1, che notoriamente ha favorito carriere giornalistiche e letterarie, oltre che politiche. 
Certo, prima o poi la parola fine dovrà essere messa, che l'uomo i suoi 77 anni ce li ha, vissuti anche intensamente e pieni di stress (molto più tranquilli gli 88  di Napolitano da questo punto di vista), e ricodiamoci anche che sono due anni che il "nostro" non governa più il Paese ( e questi grandi miglioramenti io non li ho visti, ma magari diranno che ci vorranno altrettanti 20 anni per riparare i guasti prodotti).
Insomma, noi vogliamo fare finta di no, ma da molto tempo Berlusconi è molto più un alibi che un vero ostacolo per cercare di cambiare le cose (e, a mio avviso, è SEMPRE stato più prevalentemente così).
Ma, come si sento spesso nei film storico-drammatici,  "non è  oggi quel giorno". Non ancora, sembra.
La notizia di una possibile candidatura di Berlusconi mi è stata segnalata su Affari Italiani.it e infatti da lì l'ho ripresa. Il resto dell'articolo, relativo alla futura organizzazioni di Forza Italia, francamente mi sembra più noioso.



Il Cav punta alle Europee. E si candida in Ungheria

berlusconi comizio decadenza 500 (9)



Sfuggire alle manette andando all’estero. Quella di Berlusconi non è una fuga, ma una strategia concreta, studiata per candidarsi alle Europee del prossimo anno in un paese straniero, in modo da aggirare la legge Severino. Un seggio al Parlamento di Bruxelles non solo fornirebbe al Cavaliere tutte le immunità di cui ha bisogno, ma lo metterebbe al riparo da elezioni anticipate, visto che l’Europarlamento si rinnova ogni cinque anni, senza deroghe. Lo staff dell’ex premier sta scegliendo con cura i paesi di approdo. Il più probabile è l’Ungheria di Victor Orban, il premier ultranazionalista amico del Cavaliere. C’è poi la Bulgaria, dove basta investire 511mila euro nell’economia per avere la cittadinanza. Infine la Lettonia, dove già Giulietto Chiesa si candidò nel 2009.
Fatta eccezione per alcuni colloqui telefonici, ma incentrati principalmente sulle grane giudiziarie di Silvio Berlusconi, lo stato maggiore di Forza Italia dal giorno del voto sulla decadenza fatica ad ottenere dal Cavaliere una linea chiara sulle prossime mosse, tanto piu' dopo il passaggio all'opposizione. Mancano, lamentano diversi big azzurri, 'direttive' sulla posizione che Fi deve tenere sulla legge elettorale, manca la 'bussola' sull'atteggiamento in Parlamento in vista dei prossimi provvedimenti, legge di Stabilita' in primis, ora all'esame della Camera. E, soprattutto, cresce il disorientamento, che sul territorio sfocia in malumore, per l'avvio del progetto dei 'club Forza Silvio', unico tema politico che nelle ultime ore starebbe a cuore al Cavaliere, al lavoro per organizzare il lancio ufficiale dei primi mille club, in programma sabato a Roma, all'Auditorium della Conciliazione. Da qui il pressing, divenuto insistente nelle ultime ore, affinche' Berlusconi lasci il 'ritiro' di Arcore e torni nella Capitale per riprendere in mano, come promesso anche dal palco della manifestazione di via del Plebiscito, le redini del partito: devi dare un segnale, e' il consiglio dei fedelissimi, devi dimostrare con la tua presenza che non ha nessuna intenzione di lasciare libero il campo.
Un rientro a Roma che il Cavaliere si risparmierebbe volentieri, viene riferito, ma che, salvo cambi di programma, avrebbe garantito ai suoi, per presiedere la riunione dei gruppi prevista alle 19. E non viene escluso che gia' oggi l'ex premier possa annunciare le prime decisioni assunte sui futuri organigrammi della rinata Forza Italia. Proprio per evitare nuove tensioni interne e per tenere unito il partito e la vecchia guardia, il Cavaliere sarebbe orientato a non nominare un coordinatore unico, bensi' ci sarebbe la conferma della nascita di una sorta di 'comitato di presidenza', con incarichi operativi, mentre il ruolo di 'guida politica' resta nelel mani del presidente Berlusconi.
Nell'organigramma, il cui numero potrebbe variare da un 20 componenti fino a 30, rientrerebbero i fedelissimi, i 'falchi' e i lealisti, con ruoli variegati. Ad esempio, per la 'pitonessa' Santanche' potrebbero aprirsi le porte di responsabile al finanziamento del partito, alla luce dell'abolizione della legge e in vista della stretta ai cordoni che Berlusconi intende dare. Ruoli di rilievo, viene spiegato, spetterebbero anche a Fitto, Capezzone, Gelmini. Il Cavaliere, poi, dovrebbe procedere in settimana anche con la nomina dei nuovi coordinatori regionali.
E' vero, fanno osservare alcuni forzisti, che i sondaggi ci danno in vantaggio, ma bisogna organizzarsi, in particolare sul territorio, in vista dell'ascesa di Renzi alla guida del Pd. Proprio dal territorio arriva una sorta di 'allarme' sui 'movimenti' di Nuovo Centrodestra, che starebbe reclutando diversi dirigenti locali. E non aiuta, spiega un altro big di piazza San Lorenzo in Lucina, l'intento di Berlusconi di voler 'reclutare' una nuova classe dirigente sul territorio, mettendo da parte i quadri storici: rischiamo una fuga verso gli alfaniani, mette in guardia un dirigente azzurro di una grossa regione. Il timore dei maggiorenti azzurri e' che l'ex premier proceda nella riorganizzazione del partito attraverso una sorta di 'repulisti', o meglio di 'rottamazione' delle vecchie facce. Voglio gente nuove, giovani, che non hanno mai fatto politica e che rappresentano il Paese vero, quello che lavora e produce, sarebbe il leitmotiv berlusconiano. Giovedi' Berlusconi potrebbe convocare una riunione operativa con il responsabile Marcello Fiori sui club , mentre il giorno prima, mercoledi', potrebbe concedersi a telecamere e taccuini per la tradizionale presentazione dell'ultimo libro di vespa prima delle vacanze natalizie. Un appuntamento che l'ex premier avrebbe promesso al giornalista come sorta di 'risarcimento' per la mancata presenza a Porta a Porta il giorno della decadenza. Quanto alla linea sul governo, Berlusconi attende la vittoria di Renzi per tornare alla carica su Letta, convinto che il nuovo segretario del Pd - come del resto sta gia' avvenendo, e' il ragionamento del Cavaliere - alzera' il livello di scontro con Alfano, minando le basi dell'esecutivo.

2 commenti:

  1. L'Italia, chiederà l'estradizione.
    nel frattempo pignolerà ke sue azienze.!!!

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    1. Questo commento mi era sfuggito.
      L'estradizione ?? Ma di che parla ? A parte il fatto che per l'estradizione ci sono delle regole che variano a seconda degli stati e dei loro sistemi normativi. Per dire, Toni Negri e Bompressi sono due rifugiati in Francia che non ha mai accolto le richieste di estradizione italiane. Poi ovviamente c'è il caso di Craxi in Tunisia, di Battista in Brasile...Insomma, la fa troppo facile. Ma NON era questa l'ipotesi del post, quanto il fatto che, venendo eletto come deputato europeo, Berlusconi recuperebbe le immunità parlamentari perse con la decadenza da senatore. Il che riguarda il FUTURO, non certo le condanne passate. QUanto al pignoramento delle aziende, quelle sono SPA, mica la casa di un privato.
      I sogni, anche quelli malvagi, è roba per bambini,

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