mercoledì 2 aprile 2014

FARE E' OTTIMA COSA. FARE MALE NO. E SUL VOTO DI SCAMBIO IL PD, RENZI COMPLICE, STA FACENDO MALISSIMO

 
Quando parliamo bene del decisionismo di Renzi è perché non se ne può più del mandarinismo italico e di tutti coloro che a vario titolo ci campano. L'uomo mostra giusta insofferenza ai tanti "non si può fare" burocratici oggi e vedrete giuridici domani - che credete che TAR , Corte dei Conti, Consiglio di Stato e, probabilmente, financo la Consulta rimarranno silenti a tanta rivoluzione ?? illusi ! - e cerca di oltrepassarli. 
Facciamo il tifo per lui. Però attenzione, come abbiamo già avvertito, poi bisogna distinguere i NO a prescindere, dai "così no, però così sì". Insomma la critica distruttiva da quella propositiva.
Perché qui c'è un problema non piccolo : Renzino ha il piglio giusto ma sulle SUE idee i dubbi non solo restano ma CRESCONO.  Insomma se l'obiettivo è quello di snellire e velocizzare l'attività legislativa, allora bisogna avere il coraggio o di abolire tout court il Senato, o di farlo diventare tutt'altra cosa che comunque NON interferisca con l'iter legislativo, che ci si fida ad attribuire ad una sola Camera di eletti. Se invece cominciamo col bilancino per cui l'organo non resta meramente consultivo ma può anche normare, sia pure con dei limiti (solo fiducia e finanziaria ? tutto il resto sì ??) alla fine la montagna partorirà il solito topolino ... Non si tratta di benaltrismo, bensì di evitare che l'annuncio resti solo retorica. Guardate il pasticcio del titolo V della Costituzione, un mostro inguardabile che oggi tutti vogliono abolire. Ohi, per farlo è stata cambiata la costituzione !! Mica una cosa di poco momento, fatta in una notte di bagori di fine anno. Insomma, ce n'è voluto per partorirlo, eppure la sinistra c'è riuscita. NON SOLO ! Quando il centrodestra cercò di ridurne gli effetti nefasti, glielo impedirono. 
Ecco, cambiare non solo è BENE, si DEVE. Ma non si può prescindere dal COME.
Renzi assomiglia un po' a quei "capi" prepotenti dei film, non ha importanza di che tipo - grandi manager, padroni di industrie, leader poltici e/o governativi, capi-mafia, super dirigenti di stato - che vanno dai loro sottoposti e dicono "entro domani voglio questo, non mi importa come, non mi importano i problemi, FALLO !". Una figatissima, dalla parte di chi ordina... Lui vuole poter dire "io sono quello che ha rinnovato la legge elettorale, che ha abolito il Senato" , come pensa che il COME non conti nel giudizio sia odierno che storico ? L'Italicum gli pare un capolavoro ? Sarebbe tra i pochi. Meglio del Porcellum, ma non per merito SUO, di Renzi, che se lo sarebbe tenuto così com'era, abolendo sempre il Senato e tenendosi l'incostituzionale premio di maggioranza senza soglie (in violazione di ogni più elementare principio di rappresentanza). Adesso almeno una soglia c'è, ancorché bassina - il 37% - e di "coalizione", che poi, col pasticcio delle quote di sbarramento può accadere che una delle formazioni che ha contribuito a raggiungere il Premio, non riesca però ad entrare in Parlamento, e alla fine abbia la maggioranza assoluta un partito con il 30% dei voti, o anche meno. Non è "benaltrismo", che altri sistemi elettorali funzionanti non creano questi squilibri (senza essere perfetti, ma almeno più bilanciati tra governabilità e rappresentatività). Bastava copiare uno di quelli... Al Senato aspetto di vedere il parto definitivo, però la confusione e tanta, ed il fatto che una ventina di senatori vengano nominati dal Presidente della Repubblica non mi piace per nulla. Perché questo potere ad uno non eletto dal popolo ? Già ci hanno fatto andare di traverso i senatori a vita, adesso li facciamo rientrare dalla finestra moltiplicati, ancorché, immagino e spero, a tempo ? 
Detto questo in generale, c'è poi la questione della  Legge anticorruzione - un'altra ? - in particolare sulla questione centrata sul cd. voto di scambio.
Caro Renzi, di giustizia non ci capisci nulla e quasi quasi te ne vanti...e non è una bella cosa. Per questo motivo in segreteria ci hai messo una che certo non ti imbarazza perché ne capisce anche meno di te, la Morani, e anche questo bello non è. Ma almeno, visto che non fai cose utili, stai FERMO !!! 
Invece ecco questa boiata di una legge che, così come sembra debba nascere, preoccupa addirittura i magistrati, anzi i PM !!!!!! Vi rendete conto ? STavolta ANCHE i pubblici ministeri dicono che una norma siffatta non andrebbe bene, per la sua indeterminatezza, per l'uso sconvolgente e improprio che in troppi, malintenzionati per primi, potrebbero farne.  Pensate che Renzi stia a sentire ? No, va fatta, e prima delle elezioni. Ma quali ? Quelle europee ?? E che gli frega ai mafiosi del parlamento europeo ? Conta qualcosa ? 
Eppure così è, che qui "la velocità è tutto" . Ne avevamo già scritto (  http://ultimocamerlengo.blogspot.com/2014/03/voto-di-scambio-quando-anche-i-pm.html ) riportando un articolo del Corsera con le critiche dei magistrati, che si sono rivolti al CSM perché le giri al Parlamento. 
Oggi propongo l'intemerata di Davide Giacalone. 



Voto di scambio e scambio di voti

Sul voto di scambio ci si prepara a uno scambio di voti. Potrebbe sparire il disegno di legge e prendere corpo un decreto legge. L’urgenza sarebbe giustificata con l’imminenza delle elezioni europee, notoriamente assai importanti per la mafia, le organizzazioni criminali e i comitati elettorali che si occupano di faccende immediate e succose. Crederci e vedere gli asini volare è un tutt’uno. Superata la complessità tecnica la faccenda ha risvolti rivelatori.
Un tempo esistevano quelli che Leonardo Sciascia aveva chiamato i “professionisti dell’antimafia”, suscitando molte polemiche, cui più generosamente e lungamente parteciparono quelli che non avevano letto il testo o non avevano attitudine a capirlo. Quella odierna, invece, è una faccenda partorita dai perditempo dell’antimafia, da quelli che hanno perso ruoli politici, o aspirano a costruirli, sicché s’attaccano al carro del presunto giusto per chiedere un passaggio verso il proprio bene. Ma a forza di dire sciocchezze va a finire che le si scrivono pure, così, nel disegno di legge, hanno inserito una norma che punisce penalmente (con la galera da 7 a 12 anni) chi “accetta la promessa di procurare voti in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità”, aggiungendo: “ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione”. Lasciate perdere il verbo “erogare”, che di suo è un capolavoro, visto che i vocabolari lo considerano adatto all’idraulica o, nel caso di quattrini, alla beneficenza. Il fatto è che se si fanno leggi in questo modo, a metà fra l’autoflagellazione moralistica e la genericità immorale, è poi inutile lamentarsi che le procure facciano politica, visto che si consegna la politica alle procure.
Tutti i giustizialisti di questa terra fermeranno la loro attenzione su “promessa” e “erogazione”, mentre chi nutre rispetto per la democrazia e il diritto s’affaccerà nel vuoto del “procurare voti”. Gli elettori mica son capi di bestiame. Mentre la pressione economica, da parte dei candidati, ha un senso dove ci sono le preferenze (regionali e amministrative), mentre non ne ha per le politiche, dove i candidati e gli eletti sono e saranno scelti dalle segreterie dei partiti. E se il clientelismo va combattuto politicamente (chiudendo la spesa pubblica), è idea bislacca considerarlo un reato. Ma, fin qui, siamo nella consueta pozza del giustizialismo antipolitico, dove sguazzano alla grande i moralisti senza etica e i magistrati a favore di telecamera.
Gliecché, però, proprio la magistratura più politicizzata ha avuto da ridire, per una pericolosa lama a doppio taglio, contenuta in quella seconda parte della norma. Il punto decisivo è “disponibilità”. Qui la cosa si fa affilata. Se è perseguibile non solo chi offre denaro, posti o altra utilità, in cambio di voti, ma anche chi si mostra disponibile, senza per questo avere fatto alcunché, si aprono due opposti baratri: a. è vero che l’inquisitore roteante può scagliare ovunque e su chiunque le sue palle incatenate, ma è anche vero che non sarà facile dimostrare le accuse nel processo, a meno di un salto tecnologico e di disporre d’intercettazioni dell’animo; b. ma c’è anche l’effetto opposto, talché la toga inquirente diventa onnipotente, ma finisce pure nelle mani di chiunque voglia utilizzarla contro un avversario, dato che il combinarsi di obbligatorietà dell’azione penale e indeterminatezza del reato costringerebbero a procedere contro chiunque venisse indicato come colpevole di scambio. Tanto più che lo scambio esisterebbe anche senza scambio, bastando l’animo scambista. 
Per questo il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati s’è mosso, assieme ad altri della sinistra togata, chiedendo a quella politica di bloccare l’obbrobrio.
Già, ma come si fa? Perché Matteo, Matteo, Matteo ha detto e ripetuto che questa roba s’ha da fare. E subito, che ho furia. Se la si ferma per manifesta insensatezza ci si sottopone all’attacco delle Rosy e delle Bindi, che già si rodono per il patto con Berlusconi, figuriamoci poi se si stoppa la legge sui voti negoziati (a proposito, sono sicuri che quello non sia già un reato?). Se, come capita in tutti i parlamenti del mondo, si corregge l’errore ne consegue che si perde tempo e non si può dire, entro le europee: “fatto” (anche questa l’ho già sentita). E allora? Ecco la soluzione: addio al disegno di legge, nasce il decreto, e ci si mette dentro la prima parte del citato articolo, buttando via la seconda. Così i dilettanti dell’antimafia hanno il loro scalpo. Il sindacato dei magistrati ci fa la parte di chi suggerisce di non dare troppo potere ai magistrati (e già questo vale il costo del biglietto). E qualche mafioso avvierà un’inchiesta: ma, scusate, noi i politici che eleggevamo li pagavamo anche, così stavano muti e ligi, cu è u fissa ca si pigghiau i piccioli per portare voti? Il sudore solcherà la fronte di qualche consorzio agrario, di qualche sindacato e di qualche parrocchia: ma che, ce l’hanno con noi?
Una roba simile è già allucinante che nasca dai lavori (si fa per dire) parlamentari, ma se prende la forma del decreto legge è segno che solo il ridicolo può difenderci dal tragico.

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