martedì 7 ottobre 2014

LA NOTTE BRAVA DI VIDAL : TATTICA PER FARSI CEDERE A GENNAIO ?


La notte brava di Vidal forse spiega perché, nonostante i contratti - quello del cileno era stato rinnovato appena l'anno scorso e vincolava il giocatore fino al 2017 - quando poi questi signori si fanno venire il mal di pancia e l'ansia esistenziale di vivere nuove avventure (leggi : avere più soldi altrove), è meglio guadagnare il più possibile e lasciarli andare.
In questo caso, probabilmente non è vero che il Manchester United fosse arrivato ad offrire 50  milioni per il "Guerriero", che altrimenti sicuramente Agnelli e Marotta lo avrebbero ceduto.
Magari l'offerta era più bassa, e allora Vidal sta mostrando che tutto sommato, per la Juve, meglio accontentarsi di meno che far valere il contratto.
MAI, nei tre anni di Conte, era accaduta una cosa simile, che almeno si sappia, e chissà come avrebbe reagito il focoso coach, che pure aveva un debole per il cileno, che considerava un suo clone evoluto (anche Conte era un guerriero, forse anche più di Vidal, con analoghe propensioni offensive, con però meno gol  e meno tecnica). 
Tutto questo alla vigilia di una partitissima, quella con la Roma. Troppe coincidenze. 
Vedremo se il pugno duro della società - in questo la Juventus ha una lodevole tradizione - raddrizzerà definitivamente il giovanotto e torneremo a vedere il vero Guerriero.
Quello in campo, che fuori nessuno lo reclama. 




Vidal e le notti brave, mega multa dalla Juve

Il pugno duro del club: 100 mila euro di multa. La punizione record dopo la rissa notturna tra giovedì e venerdì a due giorni dal big match contro la Roma
Arturo Vidal, 27 anni

INVIATO A FIRENZE


Centomila euro di multa ad Arturo Vidal, anche se mai ci sarà pubblica e ufficiale contestazione: se tutto ha un prezzo, dalla sanzione si capisce però quanto l’abbia combinata grossa il centrocampista cileno, l’altra notte. Siamo sull’ordine del 2 per cento della retribuzione netta: una punizione record, almeno in casa Juve. Del resto, chi sgarra sulla soglia di una sfida scudetto, quella con la Roma, merita il massimo della pena, senza attenuanti. Semmai il sospetto è che ci sia stata recidiva. La sentenza del club è senza appello, visto che Vidal ha violato le più semplici norme di qualsiasi contratto, presentandosi fisicamente non idoneo sul luogo di lavoro: il campo di Vinovo prima, lo stadio poi. Non basta la giustificazione della cattiva forma per tenere fuori dal big-match il tuo asso, cui sono stati concessi poco più di dieci minuti. Banalmente, il cileno era a pezzi. In senso letterale. 

La notte incriminata è stata quella tra giovedì e venerdì quando Vidal, insieme a due cugini, era andato a divertirsi in un paio di discoteche torinesi. Fin qui, nulla di male. Solo che poi la notte s’è fatta alba, siamo a due giorni dalla partita, e a poche ore dall’allenamento, mentre con i brindisi la lucidità veniva sempre meno. Poi il giocatore bianconero è passato da un chiosco aperto tutta la notte, a pochi passi dal centro città. Lì, tra un apprezzamento a una ragazza e qualche parola di troppo, è scoppiata una rissa con un altro paio di ragazzi, sui due metri di altezza, modello doppia anta: insomma, le persone sbagliate. Secondo alcuni testimoni, Vidal ha rimediato brutti colpi, compresa una botta violenta sulla schiena. Erano le 5,30 del mattino. Che poi domenica negli spogliatoi mostrasse a Tevez un segno nella schiena, non pare una coincidenza. Come non lo sembra che prima della partita il centrocampista sia stato l’unico a non fare riscaldamento sull’erba e a entrare in campo con le scarpe slacciate. Sarebbe stato l’unico posto dove fare il Guerriero è ammesso.

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