mercoledì 18 aprile 2012

BIMBO DI TRE ANNI: "MI HANNO LASCIATO PERCHE' ERANO ARRABBIATI CON ME"

Il Tribunale dei Minori sta diventando un problema in Italia. In realtà, lo sta diventando la materia "FAMIGLIA", con la questione della migliore tutela dei minori. Solo che la ricerca del "meglio" spesso è nemica del "bene".
Un modo per dire che la ricerca di una astratta "perfezione" ci allontana in realtà dal perseguimento di un "bene" magari non perfetto ma realizzabile.
Succede quando i giudici hanno troppo potere discrezionale e ci si allontana dal rigore della legge perdendosi nel labirinto dell'eticità.
Io ho promesso a me stesso di dedicarmi presto e con più impegno civile a questa problematica, offrendo la mia collaborazione ad associazioni che sono sorte proprio per contrastare certe derive giudiziarie. In questo momento non posso farlo ma presto sì .
Tempo fa abbiamo dato spazio alla notizia di una bambina sottratta alla madre e affidata ad una casa famiglia causa un rapporto troppo conflittuale tra i genitori, con una "contesa" del minore che nuoceva a quest'ultima. A favore di questa madre è stata organizzata una manifestazione fuori dal Tribunale dei minori di Roma , alla quale i giudici hanno risposto con un comunicato non firmato nel quale facevano presente che non si sarebbero fatti condizionare e avrebbero proceduto nel loro lavoro senza titubanze. E ci mancherebbe! Solo che a differenza di altri campi, in questo si procede troppo empiricamente,  la formazione dei giudici - e degli avvocati, ma la differenza mi pare evidente, sono i primi che DECIDONO - è inadeguata (non basta il buon senso né la conoscenza della legge, visto lo spazio fin troppo discrezionale che la stessa lascia), e nel campo dei periti e degli assistenti sociali....i primi ormai sono per lo più dei mercenari tali e quali ai legali, gli altri, ti devi fare il segno della croce.
Insomma l'istituto è importante, fondamentale, ma si rivela al momento pericolosamente inadeguato alle complicazioni e alle storture della nostra società.
In più, non esiste un unico Tribunale della Famiglia, per cui la stessa vicenda può essere oggetto di giudizi del Tribunale dei Minori, di quello Ordinario, del Giudice Tutelare e magari anche di quello Penale, con il pericolo di intrecci di perizie e giudizi discordanti. Insomma, il legislatore sarà il caso che intervenga e al più presto.
Commosse e indignò molti il post pubblicato lo scorso 24 settembre dove riportavamo la storia di una mamma e due figli dove il più grande, di 13 anni, veniva sospettato di molestare la sorellina di 9. Origine del sospetto, un disegno nel quale la piccola tra l'altro si riteneva avesse scritto che tutte le domeniche lei faceva sesso col fratello. Soluzione: figli portati via dalla loro casa e dalla madre, messi in due case famiglia distinte i due ragazzini e questa cosuccia è durata 70 giorni. Alla fine dei quali una CTU , cioè un perito, confermava che la bambina diceva il VERO, e cioè che la scritta, pure sul suo disegno, non era sua! 70 giornihttp://ultimocamerlengo.blogspot.it/2011/09/proprio-ieri-avevo-postato-una-nota-sul.html) .
Oggi la notizia è più controversa. Un bambino figlio di una coppia "difficile" - lui violento e drogato, la mamma "solo" cocainomane - viene insieme alla sorella affidato alla solita casa rifugio...Qui la sorellina muore, per una malattia congenita, e il Tribunale decide di provare ad affidarlo alla madre che nel frattempo si trova nella comunità di San Patrignano per guarire.
Dopo un inizio difficile, le cose sembrano migliorare sia per il bambino che per la mamma.
Lieto fine? Certo che no, perché, non si sa bene per quale motivo, il Tribunale ci ripensa e decide di riportare il bambino nella casa in cui stava prima, quella dove lui non ha poi più visto la sorellina, in attesa di una adozione.
Questo sarebbe una decisione  plausibile se le cose a San Patrignano stessero andando male. Ma quelli della comunità tra cui un neuropsichiatra infantile, dicono il CONTRARIO.
Sono di parte? E perché mai? Quale il loro interesse?
Questo il video fatto in comunità e pubblicato dal Corriere TV

ha condiviso un link.



E questo il bell'articolo di Francesco Alberti

Il bimbo di 3 anni a San Patrignano
«Non separatelo dalla mamma»
Il giudice lo vuole dare in adozione, dopo che il tribunale l'aveva affidato alla donna. La comunità: «Assurdo»

Tanir ha poco più di 3 annie quando gli viene in mente quel padre, che non vede da tempo, dice: «È andato via perché è arrabbiato con me». Inutile spiegargli che quel padre è tornato da dove era venuto, in Marocco, dopo aver dissipato tra carcere, alcol e droga la sua avventura italiana. La stessa frase Tanir (nomi di fantasia) la ripete quando parla della sorellina, che aveva solo 2 anni quando è morta per una malformazione congenita nella casa protetta dove i due fratellini vivevano dopo essere stati tolti ai genitori: «Ho fatto arrabbiare anche lei» dice, rabbuiandosi.
Tanir, qualcosa di importante, ce l'ha ancora però: la madre Sara, 41 anni, fiorentina, in lotta da sempre con la cocaina, eppure, a detta dei servizi e di chi la segue, «legatissima al figlio, nonostante una capacità genitoriale condizionata da una grande fragilità emotiva». Una madre che Tanir ha perso e ritrovato. La perse quando venne mandato nella casa protetta assieme alla sorella.
L'ha ritrovata due mesi fa a San Patrignano, la più grande comunità d'Europa, dove i servizi sociali hanno individuato una sistemazione comune a madre e figlio così che ognuno dei due provi ad avere ciò che non ha mai avuto: lei, una vita senza droga; lui, una mamma e una dimensione educativa. Ora tutto questo è a rischio. Qualche giorno fa, quello stesso Tribunale dei minori di Firenze che il 16 novembre scorso aveva dato mandato ai servizi sociali «di collocare entrambi presso idonea struttura, ritenendo che vi possa essere per la madre la possibilità di stare con il figlio», ha cambiato radicalmente impostazione, intimando l'uscita di Tanir da San Patrignano e il suo ritorno nella casa protetta da cui proveniva, in vista di un percorso destinato a sfociare nell'adozione, l'ennesimo distacco.
Una decisione inaccettabile per i vertici di San Patrignano, che si preparano alle barricate: «È una scelta inspiegabile - hanno scritto in una lettera al presidente del Tribunale dei minori di Firenze, Maria Cannizzaro, e al giudice relatore dell'ordinanza, Rosario Lupo -. Il piccolo sta vivendo con serenità il rapporto affettivo con la madre. Un repentino distacco rappresenterebbe un ulteriore trauma: ci opporremo con tutti i mezzi consentiti dalla legge». La prima azione di resistenza è andata in scena ieri mattina quando alle porte della comunità si sono presentati i servizi sociali per prelevare il piccolo. Per tutta risposta, si sono visti sventolare davanti al naso un certificato medico: «Tanir oggi è malato, non può essere prelevato, ripassate più avanti...». Ma è solo questione di tempo: «Torneranno - sospirano a Sanpa -, a meno che la nostra mobilitazione non faccia breccia nei giudici».
Non sarà semplice. Nell'ordinanza del 10 aprile scorso, che ordina il ritorno di Tanir nella vecchia comunità, il Tribunale contesta la scelta di San Patrignano sia sotto il profilo formale («Si stava valutando un programma alternativo») che sostanziale («Il bambino è stato distolto dal suo ambiente senza un evidente vantaggio per lo stesso e per la sua crescita, dovendo la madre seguire un percorso il cui esito non è ad oggi prevedibile»).
La risposta di San Patrignano è a più voci. Daniele Giovanni Poggioli, neuropsichiatra infantile che segue Tanir, ritiene che la madre, pur con tutti i suoi limiti, costituisca invece «una risorsa potenzialmente riparatrice» nei confronti del trauma subito dal piccolo per la morte della sorellina: «La bimba - afferma Poggioli - era un importante punto di riferimento affettivo per il fratello, avendo condiviso con lui l'allontanamento da casa: la sua perdita è stata fortemente destabilizzante per il bimbo che ora sta rielaborando il lutto». E sta pure imparando a mangiare con le posate, a sentire le educatrici del nido che opera a San Patrignano: «I primi pasti sono stati un disastro, usava le mani e non rispettava le regole. Era anche molto diffidente, mentre adesso è lui che cerca gli altri...». E saranno gli altri, ancora una volta, a decidere sotto quale stella dovrà danzare Tanir. Speriamo sia possibile con la sua mamma. Perché sarebbe insostenibile se pensasse di aver fatto arrabbiare anche lei.
Il bimbo conteso
IL PICCOLO TANIR

1 commento:

  1. A VOLTE CI RIPENSANO....E MENO MALE !!!
    Il TRibunale di irenze, magari anche grazie all'attenzione dei media, è tornato sui suoi passi. Ecco la notizia :
    "Il Tribunale dei minori di Firenze, che aveva ordinato l'allontanamento del piccolo dalla madre (in disintossicazione a San Patrignano), prevedendo per lui un'adozione, ieri è tornato sui suoi passi concedendo a Tanir di restare nella comunità. Unica condizione: un monitoraggio dei servizi sociali ogni 3 mesi sui progressi del piccolo e della madre. Nella nuova ordinanza, il Tribunale sostiene che «in situazioni come queste non vi sono soluzioni salvifiche, il criterio è quello di chiedersi cosa sia meglio per il bambino», motiva la decisione di lasciare Tanir a San Patrignano con la necessità «di evitare al bimbo altri traumi» e con il fatto che «il suo inserimento appare ben avviato». Raggiante la madre, 41 anni: «Non mi tolgono più il figlio: stare insieme farà bene a entrambi». È da circa un mese e mezzo che Tanir è ospite a San Patrignano, proveniente da una casa protetta a Viareggio ".
    EVVIVA !!!

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