lunedì 3 dicembre 2012

" HO FATTO QUALCOSA DI SINISTRA : HO PERSO". MATTEO RENZI. APPLAUSI.



Niente sorprese. Ha vinto il favorito e dirò di più, ha vinto chi è giusto che vincesse perché  i Liberal, i progressisti veri, il centro liberale- riformatore sono MINORANZA assoluta in quel campo. Lo sono sempre stati, e più o meno nella stessa proporzione che si è vista al primo turno : un terzo i Renziani, due terzi la sinistra conservatrice. Quando esistevano Margherita e DS , la prima alle elezioni prendeva attorno al 10% dei voti, e i secondi attorno al 20%. Prima delle Primarie, e nonostante l'inesistenza di un polo ritenuto valido dall'elettorato moderato, il PD non andava molto oltre il 25%. La sfida di Renzi lo ha vitalizzato e adesso viene dato al 30-32%. Più o meno come nel 2006, quando l'Ulivo vinse alla Camera per 24.000 voti (su 38 milioni di votanti) e al Senato PERSE per 500.000 voti ma ebbe la maggioranza risicata di due seggi grazie ai collegi esteri (fortissimamente voluti dal repubblichino Mirko Tremaglia !! ).
Insomma, questi numeri confermano che al di là della propaganda, non è che in questi sei anni l'elettorato di centro sinistra sia aumentato. Quello è. Renzi ha ereditatogli elettori che si concentravano prevalentemente  sulla Margherita e in più porta qualche elettore nuovo. Se fosse stato lui il leader, facilmente  avrebbe rappresentato quel valore aggiunto di cui si vanta, ma con fondamento.
Così, ritengo che le cose si stabilizzeranno. Solo che oggi, in Italia, col 30% dei voti, anche 35% con SEL e i Socialisti, si vince, mentre nel 2006 l'Unione (tutti e 12 i partiti insieme, una Babele, come poi si vide ) con il 49.87% alla Camera e il 49 al Senato, a momenti perdeva.  Però non è detto che nel 35% composto da Renziani , Bersaniani e Vendoliani le cose andrebbero un granché meglio rispetto alla rissa quasi giornaliera che affossò il secondo governo Prodi. I programmi spiegati in questi mesi di primarie sono dissimili TANTO, non  per "sfumature". Tornando all'esito finale delle primarie, nell'area di centro sinistra, quest'ultima rappresenta i due terzi del campo e quindi è normale che il loro leader vinca.
L'unica possibilità per Renzi, e infatti ci ha provato, era riuscire a far votare per lui il centro moderato. Era difficile ma possibile. Ci hanno pensato "LE REGOLE" a togliere questa possibilità. Bersani ha accettato di sedersi al tavolo, ma per farlo ha scelto che il mazzo fosse quello voluto da lui. I bersaniani parlano tanto di rispetto delle regole, senza ricordare che QUELLE regole le hanno fatte loro, a proprio uso e consumo, stravolgendo quelle che da quando esistono le primarie erano state considerate valide. Il Registro , il censimento degli elettori, la pubblicazione on line (c'è voluto il garante della Privacy per bocciare questa "idea" ), lo sbarramento del voto al ballottaggio. Hanno spesso detto, dopo il primo turno , "non si cambiano le regole tra il primo e il secondo tempo"....Vero. Però senza dimenticare che Renzi, per giocare, ha dovuto accettare che campo, pallone e Arbitro li scegliesse la controparte....
Detto questo, il problema adesso è cosa farà Renzi leader riconosciuto dell'ala più moderna del centro sinistra ? Oggi Enrico Letta, Dario Franceschini, Fioroni, Follini ecc. ecc., anche loro sulla carta esponenti di quell'area,  sono colonnelli SENZA truppe. I loro elettori sono passati con Renzi. Bersani questo lo sa ? Immagino di sì. Dunque , in prospettiva delle politiche, come verranno scelti i candidati ? In teoria i Renziani dovrebbero avere un'opzione su un terzo dei seggi conquistabili. Sarà così ? Oppure accetteranno di portare solo voti alla sinistra , così diversa da loro, senza rivendicare la possibilità di CONTARE nelle scelte del futuro governo ?
Questa è la cosa che sarà interessante vedere nelle prossime settimane. Gli elettori di Renzi, che al secondo turno si sono confermati 1.000.000, (che, sempre prendendo come riferimento le politiche del 2006, cioè l'ultima volta che il centro-sinistra vinse, rappresenterebbero, da SOLI, il TERZO partito dei 12 che allora appoggiarono Prodi ! ), voteranno compatti la sinistra non tanto di Bersani, (non sarebbe impossibile) quanto quella di Fassina, Camusso e Vendola ?? Certo, se si presenta Berlusconi, non ci sono dubbi. Ma se il "Diavolo" non ci fosse più ?
Renzi ha una posizione di forza grande , e ce 'ha OGGI. Non è affatto detto che il "futuro" nel PD sia suo. Gli equilibri in quel partito sono questi del primo turno : 1/3 contro 2/3,  lo abbiamo dimostrato coi numeri. Forse, paradossalmente, gli ha nuociuto proprio la debolezza del centro destra. Se anche l'asse PDL - Lega, riformato, valesse il 30% dei voti , chissà, forse sarebbe stato Bersani stesso, coi suoi, ad offrire la leadership al fiorentino, come un novello Prodi. Ma così, col Porcellum e una vittoria a portata di mano con il 30% dei voti , la sinistra si può permettere il lusso di correre con un ex comunista come candidato premier.
Viceversa, se Renzi, magari deluso da un atteggiamento di "rivincita" dei rottamati ( a casa D'Alema, Bindi, Marini, si è festeggiato a champagne per lo scampato pericolo ) , decidesse di "rompere" e presentarsi da solo con partito nuovo, autenticamente  Liberal....allora veramente le cose diventerebbero interessanti....A mio avviso, Renzi, da solo, vale il 20% dell'elettorato : il 10% del centro sinistra che lo seguirebbe e altrettanto, se non di più, di quelli di centro destra. Oltretutto, una novità del genere potrebbe prendere voti anche nel''area dell'astensione e degli indecisi. A sua volta il PD, che diventa socialista a tutti gli effetti, senza più alcuna bugia sul "centro" , potrebbe tornare al 20% dei DS, con SEL il 25%....insomma uno scenario da Hitchcok
Bersani ha vinto la battaglia. Chissà che non gli costi la guerra.

2 commenti:

  1. Io sono una di quei moderati che poteva sostenere Renzi e le sue idee.
    Mai e poi mai voterei per quelli che erano con Bersani. Mi spiace per Bersani, che giudico un brav'uomo, ma gli altri...brrr

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    1. Gentile Pervinca...la pensiamo allo stesso identico modo. Parola per parola.

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