Sono molto disorientato dalla vicenda tragica di Carolina, la ragazza di Novara, 14enne, che il 5 gennaio scorso si è gettata dal balcone di casa, incapace di sopportare le ingiurie, le irrisioni, la vergogna per un video postato sulla rete dove c'è lei non in sé per l'alcol bevuto che scambia effusioni con dei coetanei.
Non ho ben capito se consenziente, per quanto alterata dal bere, o obbligata dai compagni, favoriti da una non resistenza della ragazza.
Intanto, i compagni, giovanissimi, tutti sotto i 16 anni, sono stati denunciati per reati gravissimi.
Così la Stampa riporta la notizia :
Carolina suicida a 14 anni. Sono sei i ragazzini indagati dalla Procura di Torino
Davanti al muro dedicato a «Caro». Gli amici della giovane che si è
tolta la vita per l’umiliazione ieri pomeriggio si sono trovati a
Novara, nel luogo che frequentava anche Carolina
Gli amici della studentessa chiedono giustizia: “Chi ha sbagliato paghi”
Gli amici lanciano un messaggio forte: «Hanno sbagliato, adesso devono pagare». E la Procura dei minorenni di Torino ha raccolto questo appello: sono sei gli avvisi di garanzia che gli investigatori hanno notificato ad altrettanti ragazzi novaresi fra i 13 e i 15 anni nell’inchiesta nata dopo il suicidio di Carolina Picchio, la studentessa morta il 5 gennaio dopo un tragico volo dalla finestra della camera da letto.
E’ lo sviluppo clamoroso di un caso che sconvolse non solo Novara. I reati ipotizzati sono molto gravi: violenza sessuale di gruppo, detenzione di materiale pedopornografico (e, per uno di loro, la diffusione), istigazione alla morte, reato ipotizzato a carico di un compagno di scuola.
I parenti non vogliono commentare: «Siamo sconcertati», dice uno zio. «Ci costituiremo sicuramente parte civile: questa ragazzina che amava la vita è stata indotta alla morte», dice il legale della madre Cristina, l’avvocato Andrea Fanelli.
Intervistata dal Corriere della Sera, l'amica del cuore di Carolina fornisce una versione dei fatti che non coincide esattamente con le imputazioni per le quali si indaga.
Ecco le sue parole :
L'amica del cuore: «Carolina
non ce la faceva più»
I minorenni accusati di violenza sessuale. «Dovevano aiutarla, l'hanno derisa. Senza di lei ora vivo tremando»
Scuote la testa per quella maledetta sera, per il maledetto video e per il compagno di classe diventato un lupo. E la violenza? «Ma a me francamente non ha mai parlato di violenza. Diceva che c'era stato qualche bacetto, che aveva fatto delle cose ma niente di che». Anche il rapporto con sua madre e suo padre non le sembrava difficile. «Aveva superato la separazione dei suoi genitori e voleva a entrambi un gran bene. Non è vero che lui l'ha presa a sberle la sera della festa. Gli ha fatto un po' così, per svegliarla, visto che era ubriaca».
Prima del suicidio Valentina era andata in vacanza in Slovenia con le sorelle. «Era tornata il 3 gennaio e mi ha subito chiamato: vediamoci a fare i compiti, mi manchi troppo. Ma suo padre le ha detto di no perché doveva concentrarsi di più sulla scuola...stava andando male».
Il giorno dopo Carolina si è affacciata al balcone e si è lanciata nel vuoto. Il diario di A. si chiude con un brivido: «Da quando non ci sei più vivo tremando».
A volte, mi è stato spiegato, i capi di imputazione vengono gonfiati per consentire tempi di indagine superiori (in certi casi anche l'adozione di particolari misure, quali le intercettazioni ambientali e/o le misure cautelari).
Nel caso di specie, la violenza sessuale non la trovo nelle parole dell'amica, che riferisce quelle della vittima. Ragazzi che appaiono chiaramente sballati dal bere che vanno un po' oltre, ma Carolina fa parte del gruppo. E' forse consenziente, nei limiti di una coscienza alterata dall'alcol . Nel lamentarsi e soffrire dell'episodio, Carolina sembra posare l'accento NON su quanto accaduto, ma sull'averlo pubblicizzato, facendola passare per una cattiva ragazza.
Insomma, non siamo di fronte al drammatico e bellissimo film con Jodie Foster "Sotto Accusa" .
Qui parliamo di giovanissimi, veramente agli albori dell'adolescenza.
E' una vicenda dove vorrei vederci più chiaro. Sicuramente c'è una vittima e dei responsabili. E su questa tragedia è bene riflettere, per parlare coi propri figli, fargli capire come da gesti considerati di poco momento, "bravate", possono poi scaturire drammi come questo.
Quindi nessuna sottovalutazione o ridimensionamento.
Ma ho sempre la sensazione, da un po' di tempo a questa parte, di un ipertrofismo del Codice Penale e dei suoi servitori.
E per non parlare sempre male dei PM, non mi piace quel collega che già affila le armi ( e la parcella) all'idea di costituirsi parte civile....
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