giovedì 13 giugno 2013

LE ARMI DA SOLE NON UCCIDONO. PERO' AIUTANO


Uno accoltellato sul viso, l'altro freddato con un colpo di pistola.
E le gente della rete come commenta ? Litigando su Roma più violenta di Milano o viceversa....
E così c'è quello che sarcasticamente interviene twittando : "Cosa vuole che siano 23 omicidi in una città di tre milioni e mezzo di abitanti? E poi basta non frequentare certi posti, tipo: San Baislio, Tor Bella Monaca, Pietralata, Collatino, Prenestino, Laurentino, Ostiense, Monte Sacro, Colle Salario, Trionfale, insomma... basta frequentare solo i Parioli e il centro storico, ma attento sempre al portafogli..."
E il romano che gli replica : " Gli omicidi volontari a Milano nel 2012 sono stati 34. Più che a Roma che ha oltre il doppio degli abitanti. Il tasso per abitante è molto più alto e lo è sempre stato anche negli anni scorsi. Un po' di serietà."
E così via andando. Mah....
Personalmente avevo fatto un'altra riflessione. E' vero che sono le persone che uccidono e non le armi, ma visto come ci va facilmente in corto circuito il cervello, se uno un'arma non ce l'ha, è meglio. Guardare quello che è successo oggi a Roma : litigio stradale, uno ferisce l'altro con un coltello, e il padre del ferito fredda il primo con un colpo di pistola.
Un caro amico del Tea Party, che ritiene. come me , che la libertà individuale sia sacra e quindi la gente deve essere libera di decidere anche se avere un'arma o no, assumendosi poi la responsabilità della sua condotta, ha replicato con un paradosso, per rendere meglio la sua idea : " È vero, se non avessi avuto del prosciutto in frigo non avrei fatto uno spuntino di mezzanotte; è molto meglio in Sudan, dove non possono cadere in tentazione."
Ora, conosco bene la posizione di coloro che difendono il diritto di avere delle armi per potersi difendere. L'ho premessa, e dirò di più, dico che è addirittura lapalissiana per quanto è vera. Dopodiché aggiungo che o accettiamo il principio che non ci sia vincolo di proporzionalità tra offesa e difesa, e quindi se uno entra nella mia proprietà io sono autorizzato anche ad ucciderlo (negli USA, non credo ovunque ma in diversi Stati è così ) oppure diventa un problema grande, sia civile ( da noi la maggior parte non la pensa così), sia giuridico : la guardia giurata che ha inteso difendere-vendicare il figlio affronterà un processo per omicidio volontario : rischia oltre 20 anni (a parte tutto il resto). Ancora : io e te Sergio non siamo rousseauiani , non crediamo al buon selvaggio, all'indole innatamente buona dell'uomo. Parlo per me : sarei in grado, in una situazione di altissima tensione, in cui vedo mio figlio aggredito e ferito, conservare la lucidità (e anche l'abilità di tiro) sufficiente per usare un'arma per dissuadere e/o ferire l'aggressore ? Oppure anche io, come probabilmente è accaduto, verrei preso dalla rabbia e/o dal panico ? Io non so rispondere a questa domanda. Quindi la pistola non ce l'ho.
Ecco l'articolo di cronaca sul Corriere della Sera on line 

Corriere della Sera > roma 

CITTA' VIOLENTA

Ucciso dopo una lite in strada
Assalto all'ambulanza: un ferito

La vittima ha 31 anni. La folla prova a linciare l'assassino


I carabinieri a Rebibbia dopo la sparatoria (Proto)I carabinieri a Rebibbia dopo la sparatoria (Proto)
ROMA - Un quartiere che per molti è anche peggio del Bronx. Un rione dove ogni vicolo ha la sua storia criminale, il suo ricordo di sangue. Come Tor Bella Monaca, Corviale o i posti più pericolosi di Ostia. Via Luigi Gigliotti - una strada a U fatta di palazzine grigie con le inferriate nere e i garage che sembrano le entrate per l'inferno - ne ha aggiunto un altro al suo lungo elenco. Per le cronache cittadine è una delle strade più rischiose di San Basilio, periferia Nordest della Capitale. Il regno degli spacciatori di Roma, agli ordini dei clan della 'ndrangheta o di gang di ragazzi pronti a tutto. Omicidio a Roma per una lite stradale Omicidio a Roma per una lite stradale    Omicidio a Roma per una lite stradale    Omicidio a Roma per una lite stradale    Omicidio a Roma per una lite stradale    Omicidio a Roma per una lite stradale
Il luogo dove ieri pomeriggio Luciano Coppi, guardia giurata di 54 anni, ha ucciso con un colpo di pistola alla testa Maurizio Alletto (31) sceso di corsa dalla sua abitazione per prendere le difese del padre che poco prima aveva litigato proprio con il vigilante e il figlio diciottenne, Moreno.
Il motivo? Da quello che hanno accertato carabinieri e polizia sembrerebbe una lite per viabilità. Un movente futile - anche se non si escludono altre motivazioni - che a San Basilio è sufficiente per finire all'obitorio. Poco dopo hanno rischiato di fare una brutta fine anche un paramedico del 118 e i suoi due colleghi sulla seconda ambulanza giunta a quell'incrocio per soccorrere il diciottenne - già andato via da solo - mentre un altro mezzo di soccorso aveva portato in ospedale Alletto in fin di vita: gli amici e i parenti del trentenne hanno aggredito l'equipaggio, per un presunto ritardo («C'hanno messo 40 minuti», ma per il 118 l'intervento è stato fatto in sei minuti) o perché avrebbe dovuto aiutare il figlio dell'assassino. Fatto sta che il paramedico, 45 anni, portato in salvo dai carabinieri, è stato ricoverato con una spalla rotta e il corpo coperto di lividi dopo essere stato preso a calci dalla folla inferocita (non sono esclusi fermi e denunce).



Tensione a San Basilio dopo la sparatoria (Proto)Tensione a San Basilio dopo la sparatoria (Proto)
Lo scenario violento e inquietante del 23° omicidioa Roma e provincia dall'inizio dell'anno. Il primo con Ignazio Marino sindaco da poche ore: «Non possiamo accettare che nella nostra città avvengano episodi di tale gravità - ha detto in serata - e in particolare che uomini e donne, che con professionalità e umanità prestano soccorso a chi è in difficoltà, siano aggrediti brutalmente».
E il direttore del 118 di Roma Livio De Angelis ha aggiunto: «Non riesco a capire come si possa odiare chi cerca di salvare una vita e come si possa danneggiare un'ambulanza pubblica». Le indagini sul delitto di San Basilio - in tre anni è il quinto omicidio nel quartiere, fra regolamenti di conti e aggressioni - si sono concluse in poche ore. Erano da poco passate le 17.30 quando, all'incrocio fra via Gigliotti e via Carlo Tranfo, è risuonato il colpo di pistola esploso dalla guardia giurata. A terra, vicino a lui, c'era il figlio con il volto insanguinato dopo che Alletto gli aveva sferrato una coltellata al culmine di un breve scambio di insulti: i Coppi avevano appena attraversato la strada a piedi quando sarebbero stati sfiorati dall'auto del padre della vittima. Ne è nato un diverbio e Alletto, che abitava poco lontano, è intervenuto in difesa del genitore. Il trentenne è stramazzato sull'asfalto mentre il figlio dell'omicida è stato ricoverato in prognosi riservata. È in stato di fermo. Il padre si è invece rifugiato nella sua abitazione sempre a San Basilio dove è stato rintracciato dalla polizia e arrestato per omicidio volontario. Quando gli investigatori della Squadra mobile sono andati a prenderlo con i carabinieri del comando provinciale, la folla li ha aspettati in strada e ha cercato di linciare il vigilante. L'ultimo atto di un pomeriggio di sangue e follia.

 

1 commento:

  1. MANUEL SARNO

    Non amo le derive comportamentali da Far West: in America hanno un senso, o meglio, una tradizione storica...E non dimentichiamo che l'istituto della legittima difesa, come delineato dal Codice Rocco è uno dei migliori conosciuti dagli ordinamenti occidentali (v. anche Manuel Sarno "L'evoluzione della legittima difesa" edizioni Giuffre')

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