lunedì 5 ottobre 2015

RENZI CI RIPROVA : CANONE RAI NELLA BOLLETTA DELLA LUCE

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Sul Canone RAI abbiamo da sempre detto tutto il male possibile, appartenendo a quella maggioranza di italiani che, a suo tempo, consultati tramite il solito nobile e inutile referendum radicale (non tutti finirono così, ma gli ultimi, nella maggioranza sì), si erano espressi a favore della privatizzazione della RAI e conseguente abolizione del balzello. 
Non se ne fece nulla. 
Renzino,  a questa tassa pare tenerci, perché anche se non gli piace l'ATTUALE RAI, si sta dando un bel da fare per rifondarla, a favore del suo regime, e quindi non ha per nulla l'idea, al di là dei facili proclami, di sdoganarla dal controllo politico. Semplicemente, come ha spiegato bene il suo consigliere di cose televisive, il "bulgaro" Anzaldi, bisogna cambiare padrone.
Quanto al principio : pagare meno per pagare tutti, e quindi abbassare il canone in modo da incoraggiare la fedeltà degli abbonati, la riduzione da 113 a 100 euro non mi sembra di quelle da suscitare entusiasmi. Già poteva essere più significativo - ancorché sempre di balzello ingiusto si tratterebbe - quello precedentemente annunciato a 65 - 60 euro.
Ma si sa, sul fronte delle entrate e della spesa pubblica, il putto fiorentino non è poi così diverso dagli sceriffi di Nottingham che l'hanno preceduto (chiedere a Cottarelli in merito). 
La genialata di mettere tutto in bolletta elettrica, in modo da essere sicuri che gli utenti paghino, a prescindere dal possesso della tv, è contestato in primis proprio dalle società fornitrici di energia, per una serie di considerazioni anche giuridiche che vengono sintetizzate da Chicco Testa e riportate nell'articolo de La Stampa che segue. 
Anche il meritorio istituto Bruno Leoni parla di "mostro giuridico". 
Servirà a smontare il toscanaccio ? Mmmm.
Quanto ai dati sull'evasione, molto elevati (quasi il 30%), sarei felice se essi rappresentassero una sorta di rivolta fiscale verso una tassa ingiusta. Purtroppo così non è, Gli italiani non pagano il canone semplicemente perché non ci sono conseguenze dal non pagarlo. Nessuna rivolta civica.
Peccato.


Scontro sul canone Rai nella bolletta della luce

Le aziende fornitrici: è assurdo, non è detto che chi ha l’elettricità abbia anche una tv
 
 
 
ANSA
Il canone Rai è una delle tasse più evase ma espedienti come quello di associare il pagamento alle bollette elettriche hanno molte controindicazioni 

Il governo ci riprova. L’anno scorso la proposta di infilare il canone Rai nella bolletta elettrica arrivò fuori tempo massimo, a fine novembre, e nel giro di due giorni venne affondata «per ragioni tecniche». Rispetto ad allora il piano resta lo stesso a parte un dettaglio che però non è secondario: l’importo da pagare. Ieri Renzi ha parlato di 100 euro, anziché di 113,5, l’anno passato l’obiettivo era di dimezzare questa che è una delle tasse più evase per portarla a 60, massimo 65 euro. 

IL «NO» DELLE AZIENDE  

Come un anno fa all’annuncio del governo è subito corrisposto l’altolà delle società elettriche, pubbliche e private. Spiega Chicco Testa, presidente di Assoelettrica: «Mettere il canone Rai in bolletta resta un gran pasticcio, restiamo contrari. In questo modo il consumatore non saprebbe infatti più cosa sta pagando e noi non riusciremo più a fare il nostro mestiere». A suo parere, infatti, «è un errore considerare che chi è titolare di un contratto elettrico possieda anche una tv e viceversa». Poi c’è il problema degli uffici e degli esercizi commerciali: alcuni hanno la tv, altri no. In più, spiega il presidente di Assoelettrica, «non accettiamo che la bolletta, che già ha un 50% di voci non connessi alla fornitura di energia, possa contenere altre cose. Così la bolletta diventa un vagone pieno di cianfrusaglie, che trasporta di tutto e il consumatore non sa più cosa paga». Per non parlare poi dei problemi legati alla privacy e di quelli, forse ancora più grandi, legati ai possibili futuri contribuenti morosi. Se un utente non paga il canone cosa succede? E’ immaginabile arrivare al distacco delle forniture per il mancato pagamento di importi che nulla hanno a che vedere con la fornitura elettrica, col rischio di incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio? Per Assoelettrica «come misura anti-evasione anche questa denota molte criticità legali ed applicative e nulla cambierebbe rispetto al passato, se non l’introduzione di ulteriori costi e rischi aggiuntivi per i venditori di elettricità, che inevitabilmente non potranno non riflettersi nelle bollette».


TUTTI POSSESSORI DI TV?  

L’Istituito Bruno Leoni parla esplicitamente di «mostro giuridico». Perchè non si può nascondere un’imposta dentro una tariffa, che è il corrispettivo di un servizio che con la programmazione della Rai non c’entra nulla. E perchè questo renderebbe più difficile capire quale sia la somma pagata a titolo di canone e quale per il consumo di elettricità. Inoltre si rischia di far diventare definitiva la presunzione di possesso dell’apparecchio tv: tutti quelli che hanno la luce pagheranno il canone. Una platea diversa e più vasta di quanti hanno una tv. Per cui «spetterà al contribuente dimostrare il contrario, sempre che ricordi che nel pagare la corrente finanzia anche la Rai».  

EVASIONE IN AUMENTO  
Ecco spiegato il pasticcio. Certo è che l’evasione del canone tv rappresenta, innanzitutto per la tv pubblica, un grosso problema. La Rai, pur presentando uno dei canoni più bassi d’Europa, patisce infatti l’evasione in assoluto più alta. Il sottosegretario alle comunicazioni Antonello Giacomelli ha quantificato il «buco» in 600 milioni di euro. Un danno enorme, insomma. Ed è un fenomeno in continua crescita: nel 2014 la Rai ha infatti perso altri 89mila abbonati, facendo salire il tasso di evasione addirittura al 30,5% con picchi superiore al 40% al Sud. Con Napoli che sfonda il muro del 60% ed alcune zone del casertano, come a Casal di Principe, dove si arriva oltre il 90%.

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