giovedì 22 ottobre 2015

RENZI FEROCEMENTE DETERMINATO, MA ARRIVANO LE CRITICHE ALLA LEGGE DI STABILITA'

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In molti, soprattutto agli inizi di Renzino a Palazzo Chigi, colsero diverse similitudini tra il putto fiorentino e il Cavaliere :  privilegiare il rapporto diretto con la gente, creare un rapporto personale tra il "Capo" e il suo popolo, ottimismo ostentato e retorico, l'"annuncismo"....
A distanza di un anno e mezzo c'è però un fattore che va attribuito a Renzi e che è mancato a Berlusconi : la determinazione.
Renzi non teme l'azzardo, ogni volta che gli avversari provano a bluffare, lui li va sempre a vedere, fa e disfa patti ed alleanze a seconda della convenienza del momento fregandosene della rabbia degli nteressati beffati e dei commenti critici degli osservatori.
La sinistra rumoreggia ? Alcuni se ne vanno ? Pericolo scissione ?
E chissene !
Il M5Stelle si rimpolpa degli scontenti della deriva centrista del PD ?
E chissene !
Lui punta ad essere l'unico uomo sistema affidabile, forte abbastanza per tenere a bada gli estremisti ortotteri e leghisti, la nuova DC, in salsa post moderna.
La tasse sono un totem della sinistra ? Lui elimina quella sulla prima casa, copiando Berlusconi senza alcun timore.
Il contante, altro tabù caro ai sinistrorsi ? Lui lo porta a 3000 euro e se gli fanno la guerra annuncia la fiducia.
Potete sempre non darmela, provocam con un sottile - e meritato - disprezzo, gli incollati alle poltrone parlamentari, certi che le nuove elezioni ben difficilmente gliele restituirebbero...
Il problema tra l'altro non riguarda solo quelli del centro destra, in crisi di consensi (specie Forza Italia) e gli alleati di governo ( destinati a sparire o quasi), ma ovviamente l'opposizione piddina, chè sarà liquefatta o quasi, e persino gli ortotteri, che hanno sondaggi favorevoli, hanno un problema soggettivo : il Movimento sembra avere un buon vento nelle vele, ma i singoli parlamentari ? A parte alcuni, pochi, che hanno acquisito un po' di luce propria (Di Maio, Di Battista, pochi altri), il resto ?
Su questa miseria umana si regge il renzismo attuale, come del resto avvenne per l'ultimo governo Berlusconi, dopo la diaspora finiana , con il soccorso dei "responsabili" di allora : Razzi e Scilipoti.
Però con una differenza esiziale : Berlusconi ci galleggiava, Renzi ci governa.
Dato a Renzi, quel che è di Renzi, ecco però che sulla Legge di Stabilità arrivano le prime ragionate critiche.
Oggi propongo Alesina e Giavazzi, ma presto arriveranno, sono certo, quelle di Ricolfi e Giacalone.
Buona Lettura

 

Manovra con poca crescita

di Alberto Alesina
e Francesco Giavazzi


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La legge di Stabilità per il 2016 è espansiva, restrittiva o neutrale? Cioè, quale è il segno del contributo che i conti pubblici daranno alla crescita il prossimo anno? Essendo l’aspetto più importante della legge, ci si aspetterebbe di capirlo già dalle prime righe. Invece è una domanda cui non è facile rispondere.
Se si guarda alle cifre del deficit la risposta sembrerebbe chiara: la legge è espansiva. Così d’altronde ha detto più volte il presidente del Consiglio. In assenza di interventi («a legislazione vigente» come si dice nel gergo dei conti pubblici) il deficit sarebbe sceso dal 3% circa del Prodotto interno lordo (Pil) di quest’anno all’1,8% nel 2016 (nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza pubblicata il 19 settembre): un contributo negativo alla domanda pari a oltre 1,5 punti di Pil. La legge invece alza l’obiettivo per il deficit 2016 dall’1,8 al 2,2%, mantenendolo sostanzialmente al livello del 2015 (2,6%). La legge sembrerebbe quindi neutrale. Se poi si correggono questi numeri per tener conto dello stato dell’economia — che è ancora lontana dalla piena occupazione — la legge risulta leggermente espansiva: il deficit corretto per il ciclo sale dallo 0,4% del Pil quest’anno allo 0,7 nel 2016: una spinta alla domanda pari allo 0,3%. Renzi e Padoan quindi hanno ragione: i numeri sono modesti, ma il segno è quello giusto e probabilmente, dati i vincoli europei, è il massimo che si potesse fare (i numeri si basano su quanto scritto nel Draft budgetary plan che il governo ha inviato a Bruxelles) .


Ma da dove viene questa spinta alla domanda? Apparentemente da una forte riduzione del carico fiscale, che scende di circa 20 miliardi, quasi un punto e mezzo di Pil (questo è il numero inviato a Bruxelles. Non tiene conto di quanto detto dal governo, per ora solo a parole, in merito a una possibile riduzione delle aliquote dell’imposta sulle società).
Quali tasse scendono? L’eliminazione della Tasi vale 3,7 miliardi e tutti gli altri sgravi, dal lavoro all’abolizione dell’Imu agricola, 1,7 miliardi (vedi tabella a lato). Ci sono poi 3 miliardi di tasse in più (sui giochi e sui capitali rimpatriati). Siamo lontani da quei 20 miliardi di minori tasse. La realtà è che la parte maggiore, 16,8 miliardi, proviene dalla cancellazione degli aumenti Iva che precedenti governi avevano previsto, rimandandoli agli anni futuri. Qui sta il punto. Se i cittadini si ricordavano di quei vecchi impegni e si aspettavano un aumento dell’Iva nella prossima primavera, il governo ha ragione. Le tasse sono state ridotte rispetto a quanto ci si aspettava di dover pagare.
In realtà è più probabile che pochi cittadini ricordassero (molti non lo sapevano neppure) che a legislazione invariata l’Iva sarebbe aumentata. Pochi hanno anticipato gli acquisti prevedendo un aumento dell’Iva in primavera. Proviamo allora a riscrivere la legge di Stabilità dal punto di vista di questi cittadini poco lungimiranti. Ciò che rimane sono tagli netti di tasse per 2,4 miliardi e tagli netti di spesa per 4,6 miliardi: un contributo negativo alla domanda (senza tener conto delle correzioni cicliche) pari a 2,2 miliardi, lo 0,1% del Pil. Cioè una Finanziaria leggermente restrittiva.
Insomma, la domanda se la Stabilità aiuterà l’economia dovete quindi porla ai cittadini. Se vi rispondono che del rischio che l’Iva aumentasse proprio non sapevano, questa Stabilità alla crescita contribuisce poco.

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