sabato 10 settembre 2016

GRILLO SCRIVE AL CORRIERE DELLA SERA "NON SIAMO PERFETTI" . MA VA ??

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Anche nello scrivere Beppe Grillo fugge le regole, almeno quelle del giornalismo anglo sassone, considerate basilari, e per le quali tu in un articolo devi il prima possibile spiegare le cose essenziali, rispondendo a 5 domande : Cosa, Dove, Quando, Come e, alla fine, Perché.
Nel suo post, inviato anche al Corriere della Sera, che naturalmente lo ha pubblicato, tutto questo non avviene, e l'enfasi di cui è ricco lo scritto non compensa la scarsa chiarezza della buona prima metà.
Se non si trattasse di Grillo, tutti smetterebbero subito di leggere, siccome è il Guru dei 5 Stelle e di questi tempi in molti siamo curiosi di capire che sta succedendo da quelle parti, si arriva fino alla fine per apprendere che nemmeno loro sono perfetti...
Ma va ?? Verrebbe da dire sarcasticamente a chi, come noi, questa cosa non l'hanno mai minimamente pensata.  Però sono in tanti, anche tra gli elettori del Movimento non della prima ora, e che hanno votato la Raggi, ad essere delusi da una così eclatante falsa partenza.
In verità, nelle poche realtà amministrative dove sono stati messi alla prova, non è che si fosse vista questa clamorosa diversità. Pizzarotti a Parma si è presto piegato alla real politik, alle regole della politica vera, e per questo è stato scomunicato dai 5 Stelle. A Livorno il sindaco si barcamena, e vedremo fino a quando, mentre a Quartu l'eletta si è dimessa...
Si trattava peraltro di realtà minori, di piccole città. Stavolta invece il banco di prova è importante, Torino e, soprattutto, Roma.
La Capitale d'Italia, oltre ad avere una visibilità mondiale, ha 3 milioni di abitanti, gestisce - purtroppo - partecipate con decine e decine di migliaia di dipendenti, Atac e Ama, incassa fior di tasse locali, riceve fiumi di soldi dal Governo e ne spende di più. Insomma, governare Roma è un po' governare un piccolo stato, e quindi un po' tutti hanno pensato che questo era il banco di prova essenziale per i grillini, l'occasione per superare il pregiudizio del 70% degli elettori di una loro incapacità di passare dalla protesta - assai facile - all'azione di governo.
Dopo tre mesi, non vede luce una squadra in grado di amministrare, laddove uno, ingenuamente, penserebbe che chi si candida, dovrebbe già sapere con chi intende governare se vince...
IN effetti la Raggi almeno qualche nome solido ce lo aveva in testa, Marra primo tra tutti. Ma costui ha un passato Alemanniano, e questo è peggio che avere una condanna passata in giudicato !
Il bello è che la Raggi NON molla sull'uomo, tanto da far sorgere maliziosi sospetti : si difende così a spada tratta, si rischia di perdere tutto, SOLO per un collaboratore ? Forse non è del tutto e semplicemente tale.
La separazione recente dal marito (innamorato e inconsolabile) aggrava il sospetto.
Ma a parte le chiacchiere da bar del paese, a Grillo risponderei che qui il problema non è che non sono perfetti, che solo i non pensanti che gridano "onestà - onestà" possono credere a simili facezie, ma che il loro sistema - la rete, uno vale uno, i candidati scelti sul wex da qualche centinaio di clic, la competenza eccellente sottovalutata e quindi da non adeguatamente remunerare, la trasparenza (come se fare politica non comporti compromessi, scontri, alleanze e faide proprio come si sta vedendo accadere tra i pentastellati) assoluta - non può funzionare, è irreale.
Ecco Grillo, non vi chiediamo di essere perfetti, ma realistici sì.




Il Corriere della Sera - Digital Edition


Non siamo perfetti ma non ci arrendiamo

di Beppe Grillo

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Dopo giornate di fila di dibattiti sul nulla, ma che pagliuzza e che trave? Qui è un acaro contro un autotreno! Eppure non sono soddisfatto… l’inconsistenza assoluta delle stupidaggini che vengono discusse da trombatissimi pantaloni, appena tornati da ferie guadagnate ossequiando questo e quello, mette a pensare… Mentre stiamo spiegando quello che sarebbe immaginariamente successo e tentando di portarlo sul piano della realtà io non so… mi sfugge l’audience di questo nulla.

Straparlano come nelle puntate di Vespa con i plastici? Tutta quella meticolosa stupidità, tutto quel feticismo dei dettagli minuto per minuto, che cerca alibi a tutti i costi, impedisce la visione d’insieme e distrae dalla verità dei fatti. È come pretendere di voler capire un quadro impressionista o puntinista da un centimetro di distanza: la figura non la vedremo mai. La donna nel campo di papaveri non la troveremo mai!

Ebbene io alibi per voi non ne cerco cari cittadini! Non ce ne è bisogno, anzi, spero capiate la differenza fra spiegare fatti e costruire alibi… Ma esiste una audience di queste illazioni trasformate in bufere, uragani e trombe d’aria? Davvero ci sono delle persone libere che perdono la giornata nel gossip-mannaro di questi «signori»? C’è chi ribadisce che io sono un criminale per un reato colposo: mi fa male, mi ferisce sempre, tutte le volte. Ma interessa il mio incidente stradale di anni fa? Interessano finte ricostruzioni di discussioni fra me e Di Battista e fra lui e Raggi ecc. ecc.? Di Maio sapeva… ma cosa???

Allora mi è venuto un sospetto: molta gente vuole la perfezione. In Italia, in Europa, nel mondo vogliono la perfezione. In fondo, se qualcuno sta li a vedere i dibattiti su di noi senza parlare della paura che hanno di noi i corrotti e gli inciucioni però discutono solo di imperfezioni nostre…. perché questi spettacoli tristi hanno audience…. cosa ci sta chiedendo la gente (almeno quella che non cambia canale guardando queste imbecillità)? Temo la perfezione… Perché temo la perfezione? Semplice… è una proprietà che può essere soltanto inventata o sognata. La perfezione capita per alcuni istanti, non di più, se la chiedi significa che vuoi la dittatura.

È una forma di nuovo benpensantismo autoassolutorio: «Non stiamo lasciando ai figli un mondo di merda, infatti è un mondo che solo persone perfette possono correggere… è l’Italia bellezze», dicono guardando figli buttati in una società che hanno lasciato svuotare di morale e beni, di senso e di virtù. «Ti lascio in un mondo di cui è impossibile essere orgogliosi, in cui è impossibile trovare un senso... infatti neppure quei perfettoni dei grillini ce lo trovano, anzi lo vedi? Anche loro sono così… come gli altri».

Ebbene io a questa gente dico: state tradendo la fiducia dei vostri figli, perché avete una morale migliore per noi? Cosa vi rende abili nel giudicarci?

Ripeto, c’è solo una spiegazione: camuffati da tetri pantaloni ci sono dei frustrati che cercano l’uomo forte! questo è il senso estremo del benpensantismo di oggi… qualcosa che, nella mia mente, non trova perdono e giustificazioni, solo nauseato fastidio.

In questo caso mi dispiace tanto, ma il movimento avrebbe solo ritardato l’arrivo di nazisti, fascisti e leghisti! Ma ritardare una involuzione senza cambiare nulla nel frattempo non serve!

Se potessi farei io un referendum: volete una dittatura? Sì o No. E se la volete chi volete a comandare? Perché non la Merkel o direttamente la Lagarde?

Se non siamo neppure capaci di affrontare insieme uno scrollare fra i tanti che i peggiori romani stanno rivolgendo alla Raggi allora mi scuso, e se fosse possibile vi restituirei i voti. Ma non si può: le cose devono fare il loro corso e noi non ci arrendiamo!

Anche imperfetti siamo forti della nostra umanità, della nostra determinazione e non regaleremo ai pavidi, agli ignavi, un uomo forte acchiappato di sponda proprio attraverso di noi! Solo i dittatori e i loro portapalle credono all’umano perfetto: non è roba per noi.

E neppure questo nuovo di essere benpensanti ci interessa! Votate Verdini, votate il Pd, votate chi vi tiene due piccole paure vostre, non dei vostri figli, lontane… Votate per il nulla, ma scegliete!

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