giovedì 3 ottobre 2013

PERMESSO AL DETENUTO PER VISITARE IL PADRE MORENTE DOPO "SOLO" 49 GIORNI L'ISTANZA. IL GENITORE NEL FRATTEMPO ERA MORTO...

 
Molta gente in questi giorni si riempie la bocca con parole di cui molti non credo nemmeno sappiano l'esatto significato in italiano : legalità, sentenza definitiva, terzo grado di giudizio (roba che molti di questi, educati da Salvo Sottile, erano convinti del Quarto...). 
C'è poca legalità in un paese dove i sindaci del Sud si dimettono perché non protetti dallo Stato mentre cercano di contrastare le varie mafie che governano il territorio (succede, ma sui giornali finisce nei trafiletti di cronaca, e nessuno ne parla).  Ce n'è poca se la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo continua a sanzionarci perché abbiamo delle condizioni carcerarie disumane (e ci condanna a salati risarcimenti ai detenuti che fanno ricorso a Strasburgo. Per ora una decina. Immagino presto la valanga...), perché abbiamo un uso eccessivo (distorto) della custodia cautelare, perché non ci decidiamo ad applicare il principio di responsabilità civile dei giudici.
E le sentenze definitive possono essere oggetto di revisione ( se ve ne sono i presupposti) e di fatto il "quarto grado" ormai esiste, da tempo, ed è appunto costituito dalla Corte di Strasburgo che può ordinare ai nostri giudici di modificare le sentenze. Successo recentemente proprio ad un "servo" di Berlusconi, Belpierto, condannato in Cassazione  per diffamazione a mezzo stampa con 4 mesi di carcere. Sentenza definitiva quindi, eppure impugnata a Strasburgo, che ha stabilito che il carcere per un delitto di opinione è sanzione non compatibile con le norme comunitarie, che sono SOVRANAZIONALI. 
Questo non significa che Berlusconi abbia diritto alla revisione o che la Corte Europea gli darà ragione.
Solo che quella sentenza non è processualmente e legalmente inattaccabile. Appuntatevelo, per le prossime discussioni a cena o al bar.
La corporazione dei magistrati tuona contro gli attacchi di Berlusconi e grida all'eversione. In realtà, la discutibilità del loro nemico, sicuramente personaggio disinvolto è il loro più grande baluardo, perché impedisce di mettere mano alla riforma della Giustizia che passa, inevitabilmente, per la LORO riforma.
Peraltro, la delegittimazione non nasce con il Cavaliere, che sicuramente l'ha amplificata e pubblicizzata, ma dal quotidiano verificarsi di episodi poco consoni alla "legalità". 
A parte gli errori giudiziari, con gente che si fa giorni, mesi, anni di prigione e poi viene assolta (senza scuse e a volte senza risarcimenti), a parte i danni morali e materiali per essere finiti ingiustamente sotto accusa (e se hai la fortuna di non essere stato in prigione, nessuno te li rifonde ), ci sono i mille e mille episodi di sciatteria e/o arroganza di chi ha un potere micidiale : disporre della tua libertà.
Ecco di seguito un episodio narrato da un amico nonché collega (la prima cosa conta, la seconda è mera circostanza) Antonio Visconti.  


"Tribunale di Sorveglianza di Napoli. I familiari di un mio assistito in carcere, mi comunicano che il padre del detenuto è in fin di vita e mi pregano di chiedere un permesso per consentire al figlio di dare un ultimo saluto al genitore.
La mattina di venerdi 26 luglio vado in cancelleria e deposito istanza corredata da certificazioni mediche attestanti lo status di malato terminale, per ottenere il permesso di visita. Chiedo la registrazione urgente perchè il Tribunale di Sorveglianza ha un ritardo di uno, due mesi, per la sola registrazione delle istanze.
Nel pomeriggio del 26, la polizia si reca a casa del moribondo per i controlli di routine.
I familiari mi chiamano per comunicarmelo, convinti che il permesso sarebbe stato ottenuto presto. L'uomo muore.
Il 27 mattina, i familiari iniziano a chiamarmi per chiedermi quando arrivasse il loro congiunto, dico che non so nulla e faccio presente che, essendo sabato, è inutile andare in tribunale perchè avrei trovato la cancelleria chiusa.
Passa anche la domenica e non accade niente.
Il lunedi, controllo al pc lo stato della procedura e il fascicolo del permesso risulta in istruttoria.
Non sollecito più, perchè ormai è inutile.
A fine agosto, scrivo al Ministro per protestare contro l'inerzia del tribunale e del magistrato di sorveglianza che dovrebbe esprimersi, ma non ricevo alcuna risposta.
Stamattina, faccio un altro controllo e vedo che l'illustrissimo giudice si è degnato di concedere il permesso (non eseguito nemmeno) con provvedimento depositato il 13 settembre, ossia 49 giorni dopo la mia richiesta. Lascio a voi ogni commento..."
I commenti sono arrivati, a decine, e tutti dello stesso tenore  :  sconcerto dei non addetti ai lavori, amarezza e rabbia degli avvocati. Ne riporto solo alcuni :
"purtroppo convivo quotidianamene con queste aberrazioni. Il senso di frustrazione per non poter fare nulla talvolta è insopportabile e mi fa odiare questo lavoro"
 "Mi e' capitata la stessa identica cosa anni fa e ho fatto un esposto persosi nei meandri Csm. Al giudice ho augurato di persona che qualcuno mostrasse nei suoi confronti, un giorno, identica "sollecitudine"
 " Ricordo ancora una madre carcerata che perse due figli e un nipote in un incidente stradale al quale il "giudice" non permise di scendere dal cellulare e quindi vide seppellire figli e nipoti da dentro un ducato blu con le reti ai finestrini. Ah il permesso non prevedeva visita alla camera ardente e tanto meno rito funebre. Solo cimitero e inumazione. Non dimenticherò più quelle lacrime x tutta la vita."
"come disse un collega che aveva chiesto un rinvio a causa di un delicato intervento di tumore al cervello del giovane cognato al magistrato che rigetto l'istanza, "spero che un giorno capiti a te"!!! "
 Quando i giudici, e i loro paggi (che in genere sono o in mala fede o, molti, che non hanno, per loro fortuna, avuto a che fare coi tribunali) si infuriano per gli attacchi "eversivi", dimenticano queste cosucce così... Che non tutti hanno denaro e potere per attaccarli sui giornali
Il giudice cantato da De Andrè

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