mercoledì 4 ottobre 2017

IL VAR COME IL TENNIS : VERIFICA SU RICHIESTA DELLE SQUADRE, NO A DISCREZIONE DELL'ARBITRO

Risultati immagini per VAR critiche

Quando chiacchierando rappresento a qualche amico tifoso di calcio le mie idee di riforma di questo strano gioco che fa perdere il lume dell'intelletto a milioni di persone, raccolgo per lo più consensi tiepidi che possono sintetizzarsi così "in effetti hai ragione, ma il calcio è questo".
Una semplificazione inveritiera (il calcio ha subito nel corso dei decenni varie riforme regolamentari, e tuttora il cantiere è aperto, con la rivoluzione  del VAR, per ora operativo solo nel campionato italiano, stranamente all'avanguardia per l'occasione), che, ho la sensazione, celi una resistenza diversa : certe regole a loro vanno benissimo come sono, nella speranza di fruire dei vantaggi - ancorché ingiusti - che le stesse possono attribuire alla propria squadra. In altre parole, il calcio piace anche per le sue imperfezioni come sport, con più possibilità, rispetto ad altri, di dare vantaggi extra. 

L'esempio topico è l'espulsione definitiva di un giocatore, con la squadra costretta a proseguire l'intero incontro in inferiorità numerica. Praticamente, una cosa che non esiste in nessuno sport.
In alcuni è prevista l'inferiorità a tempo, una penalizzazione circoscritta, che condiziona quindi in misura limitata.  Anche i giocatori sono sottoposti a volte a espulsioni temporanee, per poi rientrare.
Quando l'espulsione è definitiva, è possibile la sostituzione.
Il che comunque può penalizzare la squadra, in considerazione che spesso il titolare espulso ha una valenza superiore al subentrante (ancorché questa cosa oggi sia meno vero, specie nelle grandi squadre, con rose quantitativamente e qualitativamente ampie) , ma non si assiste ad una gara falsata.
Ecco, questo, se lo spieghi, in teoria persuade, ma in realtà i tifosi di calcio NON sono sportivi. sono, appunto, TIFOSI. E quindi la nemmeno tanto ben celata speranza è che tocchi ai loro beniamini poter giocare in superiorità. 
Sento parlare di cartellini arancioni, con l'espulsione a tempo dei calciatori, per un certo tipo di falli...chissà se sia il germoglio di una futura resipiscenza. 

Altre cose cambierei, anche di queste si è sentito parlare nei lustri.
Il tempo effettivo  ( su un'ora e mezza, almeno un'ora, mezzora per tempo, il pallone deve essere attivo, senza discrezionalità sul recupero), il fuorigioco, con limitazione della regola ai venti-trenta metri di fronte alla porta (e non dalla metà campo, com'è ora). Notoriamente quando il campo si "allunga", il gioco diventa più veloce e divertente. Le tonnare a centrocampo, con difese alte grazie al fuorigioco, sfavoriscono lo spettacolo, e quella ipotizzata potrebbe essere un compromesso migliorativo. 
Sempre possibili le sostituzioni per infortunio (certo, bisognerebbe fidarsi della buona fede dei mister, roba difficile...) oppure aumentarle a 5.

E veniamo al nodo di attualità, il VAR ! 

Risultati immagini per occhio di falco tennis

Diciamolo subito : così come sta andando, non va bene, rimanendo troppo ampi i fattori di dubbio e di discrezionalità, senza contare le obiettive esigenze pratiche di non poter spezzare all'infinito un incontro. 
Nel tennis questo problema se lo sono posto, con l'introduzione dell'occhio di falco (tra l'altro non possibile ovunque, per evidenti ragioni dei costi tecnologici) e con questo compromesso : ogni giocatore potrà chiedere la verifica della decisione arbitrale ma non più di 2 (US Open) o 3 (Wimbledon) per set. Trasportato nel calcio, andrebbe stabilito che sono i MISTER, e NON l'ARBITRO, a stabilire il ricorso al controllo VAR, e questo però in un numero circoscritto, tipo due volte per tempo.
Vediamo l'ultima partita contestata, Atalanta Juve. 
I bianconeri contestano la discrezionalità con la quale gli arbitri (il VAR è controllato da un quarto arbitro) decidono o meno la verifica. Sì per il gol di Mandzukic, poi annullato per il vizio di partenza dell'azione (gomitata di Lichsteiner ) , no per 
l 'atterramento in area di Higuain. 
Ecco, una simile discrasia sarebbe eliminata togliendo all'arbitro, come appunto nel tennis, la facoltà di se e quando decidere la verifica.
I Mister, come i tennisti, devono fare attenzione perché sarebbe una facoltà limitata : due chiamate ( o tre, non di più direi) per tempo. Dopodiché se sbagliano - il VAR dà ragione all'arbitro - avranno impiegato male il bonus. Questo farà sì che, come già è auspicato, gli interventi vengano circoscritti a situazioni veramente cruciali, decisive, e non per ogni possibile errore .
Aggiungerei anche una cosa.  Se le verifiche danno torto all'arbitro oltre il 50% (e già siamo generosi), il fischietto si becca almeno due turni di riposo, ché così si allena meglio pure lui. 

Chiudo con una nota divertente : sui giornali si legge che Paratici, direttore sportivo della Juventus, è stato inibito e multato per aver insultato la VAR...
Letto così fa ridere, per la palese assurdità. Immagino che Paratici se la sia presa con l'uomo, vale a dire Orsato, che nell'occasione controllava la macchina e ha segnalato - o non ... - le varie situazioni all'arbitro in campo, e allora le sanzioni ci stanno.
Ma non posso credere che Paratici sia stato punito per aver insultato la macchina !!, che so, beccato mentre esclamava "sta VAR mi ha proprio rotto i co...!!".
Che poi è il concetto diffuso tra i bianconeri, che vedono come lo strumento sia particolarmente impiegato nelle loro partite, le altre sembrano andare più lisce...
Anche per questo, stabilire un tetto di interventi, valido per tutti, lasciandoli gestire agli interessati per correggere eventuali errori arbitrali, mi sembrerebbe un'ottima soluzione.
Vedremo : questo, dicono, è un anno sperimentale, quindi, senza troppi vittimismi (anche da parte degli arbitri e della federazione, che vivono ogni critica come una lesa maestà) e complottismi, sarà bene raccogliere i dati e le considerazioni di tutti, e alla fine decidere gli inevitabili correttivi.
Così, ripeto, è troppo caotico. 


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