Visualizzazione post con etichetta COSTUME. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta COSTUME. Mostra tutti i post

mercoledì 28 agosto 2013

E' LA BELLUCCI CHE MOLLA CASSEL. E POI DICONO CHE LE BELLE SONO STUPIDE.

Il mio grande amico - oltre che collega bravo e politico avvilito dalle contorsioni del PD, di cui è dirigente valente - Riccardo Cattarini, mi chiosa immancabilmente le notizie di gossip con un romanesco (lui è friulano, ma è un esperto cassazionista, il che lo porta spesso nella capitale, dove poi c'è anche la direzione del Nazzareno...) " e sti caz..??".
Il che  mi strappa una risata, perché è ovvio che per moltissimi sia giustamente così. Però, mio carissimo Ricki,  per altrettanti tanti, assolutamente no.
Ho fior di amiche (a parte mia mamma, desolatissima alla notizia, che sperava infondata ! ) che sono rimaste male nel sapere che Monica Bellucci e Vincent Cassel si sono lasciati !
Io non so bene quale meccanismo scatti per portare ad una sorta di immedisimazione (realisticamente, quanto di più improbabile si possa immaginare) tra i protagonisti del mondo dello spettacolo e noi spettatori. Però accade. E alcuni fanno il tifo per loro (o il contrario, che a volte l'antipatia viscerale suscita interesse quanto l'amore, lo so bene io che seguo le vicissitudini della A.S. Roma ! ).
Sia come sia, i telegiornali nazionali, in coda, nella "pagina" dello spettacolo, hanno tutti riportato la notizia. 
Tra i commenti, sui quotidiani, il più gustoso è, come spesso trovo che accada in queste vicende di colore, quello di Selvaggia Lucarelli, che ha una prosa caustica, sciolta e divertente, adattissima per questo tipo di notizie. 
Unica correzione, alla luce delle notizie odierne, pare che non sia la donna la mollata, ma il marito. 
Personalmente, cinicamente osservo che, se è vero che la fine del rapporto sarebbe stata determinata da una nuova storia con un miliardario azero da parte della voluttuosa Monica, beh vuol dire che la Bellucci sarà pure un'attrice incapace (in effetti...), però resta una brillantissima manager di se stessa.
Giunta al compimento dei 49 anni, età critica anche per una come lei, molla il fascinoso, corteggiato e più giovane Cassel, per uno ricchissimo, 57enne e brutto.
Chi dice che le bellissime sono stupide ?? 

C'est fini

Selvaggia, ecco perché Monica Bellucci è stata mollata da Cassel

La bellissima italiana aveva concesso a Vincent troppa libertà (anche di corna). E se è stata mollata pure una come lei, allora non c'è speranza



Troppa libertà (anche di corna):
così è finita tra Bellucci e Cassel

Non so bene cosa stia succedendo, ma il famoso “valzer delle coppie”, in questa estate 2013, somiglia più a un rock acrobatico. Albano e la Lecciso annunciano le nozze, dopo che li davamo tutti  bolliti come lumache di terra. Belen e Stefano annunciano le nozze pure loro, ma a Comignago, con la Petineuse come testimone e cento parenti di De Martino in arrivo da Torre Annunziata, che detta così più che un matrimonio pare la trama di The ring 3. Catherine Zeta Jones annuncia il divorzio da Michael Douglas perché lui ha raccontato al mondo che il suo tumore alla gola è stato causato dal cunnilingus. Tempo una settimana e Catherine ci ripensa, anche perché dopo la pubblicità che le ha fatto il marito, pure a voler provare a voltar pagina, immagino che gli uomini si limitassero al petting col guanto da forno. Scricchiola la coppia “Tatangelo-D’Alessio”. Lui, dopo la soffiata di Dagospia sulla presunta crisi, smentisce con un post su Facebook. Lei con una foto in costume su Twitter oliata come la catena di una bici, a  dimostrazione del fatto che nell’era dei social, a una relazione a pezzi, si reagisce con un autoscatto in due pezzi. Infine, altro colpo di scena: il principe Andrea tornerebbe con Sarah Ferguson dopo scandali a suon di pollicioni ciucciati come calippi, figlie chiattone con cappelli improbabili e a ben diciassette anni dalla loro separazione. 
Ma se tutto ciò era già sufficiente per decidere che questa è l’estate in cui Cupido s’è dato all’alcol, arriva la ferale notizia: Monica Bellucci e Vincent Cassel si separano. Per ora l’annuncio è avvenuto tramite uno scarno comunicato dell’ufficio stampa di lei, ma ovviamente non tarderanno ad arrivare le dichiarazioni dei due: «Ci sono amori che non finiscono, ma si trasformano in amicizie ancora più solide», «Io e Vincent ci impegneremo per non far mancare tutto l’amore possibile alle nostre due splendide figlie». «Dopo 15 anni d’amore io e Monica abbiamo deciso di prendere strade diverse, ma ci lega comunque un rapporto d’affetto profondo e di stima reciproca». 
Gli addii dei vip  Perché i vip sono così, si lasciano conservando l’affetto per il  coniuge. Solo noi comuni mortali ci lasciamo conservando, del coniuge, una ciocca di capelli su cui eseguire rituali voodoo. Ad ogni modo, la faccenda pare seria e definitiva. «Irreversible», per citare il film più celebre in cui Monica e Vincent hanno recitato insieme. Va detto che a leggere le dichiarazioni più recenti di Monica, qualche perplessità sull’infallibile segreto della longevità del loro matrimonio, m’era venuta. A Vanity Fair Spagna, l’attrice umbra aveva dichiarato: «Io e Vincent viviamo una vita completamente indipendente. Siamo in due mondi diversi e spesso non condividiamo niente, non stiamo insieme tutto il tempo e i suoi amici sono i suoi, i miei sono un’altra cosa». A Repubblica: «Io non credo nella fedeltà carnale, io non voglio sapere, non è che chiamo per sapere. A me interessa l’amore, il resto meglio non chiedere». Ora, condivido l’ultima parte, perché anche io non sono per chiedere a lui , ma per chiedere direttamente alla chat di whatsapp del suo cellulare, ma diciamoci la verità: se questo era davvero il loro segreto per mantenere vivo l’amore, io potrei millantare di essere da 15 anni la moglie di Ryan Gosling. Anche io e lui siamo in due mondi diversi, non ci vediamo, abbiamo amici differenti e lui è libero di accoppiarsi pure con un sifone idraulico, purchè non me lo venga a dire.
 Il punto è: e questa si chiama coppia? Perché se questa è una coppia, Cicchitto è Roul Bova. Ma soprattutto, auguriamoci che sia stata lei a volere la separazione, perché se la rottura l’ha chiesta lui, questo in parole povere vuol dire una cosa sola: nemmeno se ti chiami Monica Bellucci, sei sua moglie e lo autorizzi pubblicamente a tradirti ma con discrezione, puoi star tranquilla. E siccome è già difficile essere di così ampie vedute e è ancor più difficile nascere gnocche come la Bellucci, la fine del loro matrimonio è la dimostrazione definitiva che non esistono segreti, escamotage, tattiche miracolose. Sia che tu gli stia appollaiata su una spalla come un pappagallo, sia che lo lasci libero di fare quel che cavolo vuole purché ogni tanto torni a casa la sera a mangiare la minestra, quello dopo un po’ avrà voglia di pastasciutta.  Certo, anche Monica un passo falso l’ha fatto. A 49 anni suonati, sebbene il mondo ti consideri la milf più appetibile del pianeta terra e galassie limitrofe, andare a vivere col marito in Brasile non m’è parsa l’idea del secolo. Della serie: già lo vedi cinque volte l’anno, magari evita  di farlo in luoghi i cui paesaggi sullo sfondo sono orde di diciottenni mulatte in perizoma. 
L’errore di Monica  Un uomo te lo porti ad invecchiare insieme ad Abano Terme, non a Rio De Janeiro. Che poi, in realtà, di ipotetiche infedeltà di Vincent non s’è mai saputo nulla. Solo molte chiacchiere, solo molti rumors sulla presunta pazienza di lei. E del resto, che Monica qualche rospo l’abbia ingoiato è cosa certa, altrimenti non parlerebbe come una che ha, appunto, un rospo smerladino in bocca.  Davvero un peccato però, che con Vincent sia finita proprio mentre Monica sta girando un film da protagonista con Emir Kusturica, che la fine del suo matrimonio avvenga mentre lei , forse, si guadagna finalmente quella credibilità di attrice su cui perfino il marito non può non aver nutrito grosse perplessità. E sono tanti gli aneddoti, veri o presunti, sulla questione. Quando Mel Gibson la volle ne «La passione di Cristo» dichiarò che sul set sentì davvero la sensazione dei chiodi che si conficcano nella pelle. «Quando giravi la scena della crocifissione?» chiesero. «No, quando la Bellucci pronunciava le battute» rispose lui.  In occasione del festival di Berlino 2009, Monica si presentò col resto del cast di «The private lives of Pippa Lee» di Rebecca Miller e molti, dopo averla vista recitare, si convinsero che la Pippa del titolo fosse lei. Partecipò a «Manuale d’Amore 2» e Veronesi la ringraziò regalandogliene uno di recitazione. Non per niente, fonti vicine alla coppia raccontano che la storia fosse finita da tempo ma che Vincent volesse tenere in piedi una relazione di facciata. Il problema è che l’amore era finito e a Monica, appunto, si può chiedere tutto tranne che una cosa: di recitare.

domenica 18 agosto 2013

QUEL COSTUME A FASCIA, CHE MOLTE METTONO MA POCHE POTREBBERO

Belen, Emma, Satta, le sex symbol in spiaggia con la "fascia"
Quando vuole, Selvaggia Lucarelli, la giornalista e blogger di costume, gossip e moda, sa essere divertente, spiritosa. E così un sorriso, nel mio autoesilio romano dopo due piacevoli settimane nella bella Umbria, me l'ha strappato prendendo in giro le proprie colleghe femmine, che s'intestardiscono a seguire la moda, anche laddove non sarebbe proprio il caso...Tra gli esempi che fa, quello più preso di mira è il reggiseno a fascia che nei costumi di quest'anno ha effettivamente imperato. 
Sotto l'ombrellone, se dotate di spirito e autoironia, si può leggere.

Il costume dell'estate 2013

Selvaggia Lucarelli: tutte pazze per il bikini a fascia. Ma si salva solo Belen

Non solo Emma, Satta, Marcuzzi: tutte le donne, over 40 comprese, sfoggiano il due pezzi "rischioso". E infatti è un autogol di massa

 Selvaggia: tette finte o cadenti 
Il bikini a fascia svela tutto
E se lo può permettere solo Belen

Vai in spiaggia e ti convinci del fatto che la questione «prova costume» andrebbe ridiscussa al tavolo delle trattative con tutti i principali responsabili di quest’era fashion. E la questione è che prima di porsi il problema «Come mi sta il costume», bisognerebbe domandarsi con l’ultimo barlume di lucidità, illuminati da quel neon del camerino che farebbe sembrare Irina Shayk una culona inchiavabile (cit), «com’è il costume?».  Perché la cellulite una se la ritrova addosso contro la sua volontà, certi costumi una se li mette addosso di sua volontà. E qui sta il mistero.  Qui c’è da farsi delle domande sul perché le donne decidano consapevolmente di fidarsi della moda, delle fashion blogger, dei redazionali mare e di caporedattrici psicolabili anziché della figura riflessa sullo specchio. 
Partiamo dal trend del momento: i costumi a fascia. Dopo anni in cui i migliori architetti e ingegneri edili hanno abbandonato cantieri a Dubai per aiutare l’industria dell’intimo a progettare reggiseni in grado di ignorare la forza di gravità e catapultare le tette nel senso opposto, verso l’infinito e oltre, dopo anni di dittatura del ferretto e di push up in grado di raccogliere tette a orecchie di cocker e di sollevarle fin sotto al mento, ora è arrivato qualcuno a decidere che possiamo buttare nel cesso anche le spalline. Che va il reggiseno a fascia. Che per la cronaca è il reggiseno che tua madre ti compra a tredici anni quando le tue tette non sono più il tagliere da cucina ma neppure qualcosa di più voluminoso di due capsule Nespresso, per cui serve a coprire, non a sostenere. Ecco. Ora la moda vuole che donne di 40 anni si mettano quel due pezzi lì.  Peccato che il costume a fascia stia una chiavica a tutte. Se non hai le tette fa l’effetto benda per giocare a pignatta, se hai le tette cammini e ballano che neanche in gommone quando passano le onde della Tirrenia in uscita dal porto, se hai le tette e non stanno su attratte dalla gravità lunare, la fascia te le fa precipitare ad altezza ombelico, se hai le tette finte alla Satta te le schiaccia e rende palese che stanno su non grazie ai 50 euro del bikini ma ai 5000 del chirurgo. Se poi hai le tette non troppo grandi, non troppo piccole, ferme, immobili, non rifatte e la fascia ti sta bene, sei gentilmente invitata ad andare in in montagna e non creare complessi in giro, che già è un mondo abbastanza difficile. 
A queste considerazioni vanno aggiunte altre due note. La prima è che i tessuti dei costumi a fascia sono spesso elastici e tutte grinze come le fascette antisudore anni ’80. In poche parole: orridi. La seconda è che per ragioni del tutto insondabili, qualcuno ha deciso che se hai il reggiseno a fascia puoi permetterti di non mettere un pezzo sotto coordinato. Come a dire: il sopra fa talmente schifo che non ha trovato un sotto con la voglia di accoppiarsi.  Il risultato è che una trascorre una vita a porsi il problema di non mettere l’intimo spaiato neppure per andare a comprare l’ammorbidente con lo spauracchio di finire sotto una macchina e trovarsi al pronto soccorso col medico che le cuce la pancia commentando con la caposala il reggiseno fucsia su mutanda senape, e ora si è arrivati al punto che si va al mare come se si stesse prendendo il sole in terrazzo.
 E poi diciamolo, è una beffa: per trent’anni si sono rifiutati di venderci il sopra di una taglia e il sotto di un’altra e ora ci vendono addirittura il sopra di un modello e il sotto di un altro spacciandoli per una scelta trendy.  
Ma l’orrore non finisce qui, perché quest’anno qualcuno ci ha convinte che un altro pezzo forte di stagione siano le frange. Magari abbinate al costume a fascia e a un’abbronzatura feroce che fanno molto Calamity Jane versione Youporn. E poi c’è la mania del giallo. Tutte arciconvinte che il costume giallo doni molto, per cui si passa dalla tipa che non si abbronzerebbe neppure se il buco dell’ozono avesse il diametro delle chiappe di Jennifer Lopez e col bikini limone sta una ciofeca, alla tipa che invece va nello stesso solarium di Roberto Carlino da gennaio a dicembre e col bikini giallo fa molto strip poker. Fissiamo un punto: il giallo sta male pure al bassotto di Striscia la notizia e non se ne parli più. Infine, direi che ci sono abitudini, in fatto di costumi, che non sono tipiche di quest’estate ma ahimè, non muoiono mai, per cui ne approfitto per chiarire qualche punto in via definitiva. Il triangolo è bellissimo ma va evitato sulle tette rifatte da chirurghi che impiantano le palle di vetro della zingara di Campo de fiori anziché protesi in silicone, altrimenti l’effetto è agghiacciante. Tutto quello che è leopardato, zebrato, tigrato va evitato dai 40 in su, altrimenti si rischia l’effetto «cougar stupra-bagnini quando il marito va a fare il sonnellino dopo pranzo». Gli slip coi laccetti fanno teenager ma se  quando eravate teenager voi si andava ancora al mare con l’ombrellino e la cuffia di plastica non è il caso. Lo slip brasiliano non fa di voi una brasilianadi 18 anni, quindi se le vostre chiappe non sono quelle di Gisele, optate per lo slip tedesco: ovvero quello messo dalla Merkel alle Terme a Ischia. 
I bikini dorati e argentati vanno usati con prudenza e solo nel caso siate le finaliste di Miss Bodybuilding. Il trikini sì, ma a meno che non vogliate sembrare un tronco di ciliegio, evitatelo se non avete fianchi. Detto ciò, se appartenete a quella categoria di donne che mettono le minigonne pure se hanno la 52, le ballerine con le caviglie di Cassano, i top alla Flashdance da cui spuntano maniglie dell’amore per il doppio Mc bacon e topless e perizoma al mare pure se hanno le chiappe così basse da tracciare la pista per le biglie ogni volta che vanno a fare il bagno, beh, io vi stimo. Per audacia, autostima, menefreghismo. Tanto la verità è che ormai, pure se in costume sei una dea, l’uomo medio manco ti vede. Nella migliore delle ipotesi è sul lettino a guardare gli autoscatti- cosce-al-mare delle sue amiche su Faceboook.  Oggi, se Ursula Andress uscisse dall’acqua col suo celebre bikini bianco, potrebbe aspirare a 15 like al massimo (anche perché forse, avrebbe un costume a fascia).

mercoledì 8 maggio 2013

FEDERICA PELLEGRINI "CHIAMA" L'ENNESIMO CAMBIO. FUORI MAGNINI, DENTRO IL CUGINO DI LUI !


Beh, non c'è dubbio che la divina Pellegrini, anche se non trionfa più nelle vasche, trova sempre il modo di far parlare di sé. Vera Mantide (animaletto famoso per uccidere i maschi che hanno la ventura di congiungersi con lei), la sirena ha fatto fuori prima il bel Luca Marin, che aveva rubato alla altrettanto bella e collega Manaudou , e adesso pare si accinga a fare lo stesso con il sostituto, Filippo Magnini,  indovinate sostituendolo con chi ? Ma col cugino ! Matteo Giunta, nuovo preparatore dei due atleti.
Però Magnini pare essere più furbo del suo predecessore, e avendo capito di che razza sia fatta la sua amata, si è tenuta la carta di riserva, non rompendo mai del tutto con la ex, Cristiana Nardini, con la quale aveva addirittura comprato casa in vista del matrimonio.
E so belle storie....
Ecco il gossip pubblicato sul Corriere.it


SPORT E GOSSIP

Pellegrini e Magnini verso l'addio
Fede: «Momento difficile»

Lui è ancora in contatto con la ex. Per lei i rumors parlano
di una simpatia per Matteo Giunta, cugino del nuotatore

Le immagini di «Chi» in cui Magnini è ritratto con la sua ex Cristiana NardiniLe immagini di «Chi» in cui Magnini è ritratto con la sua ex Cristiana Nardini
«È un momento difficile». No, non è un membro del Governo o un economista. Questa è la voce della Divina, di Federica Pellegrini che, a due anni dall'estate rovente di Shanghai torna protagonista per un amore che finisce e (forse) per un altro che comincia: il settimanale Chi ha sorpreso Filippo Magnini a Pesaro in affettuoso atteggiamento con Cristiana Nardini, la ex con cui aveva già messo su casa prima che fosse investito dalla sindrome cinese del 2011 con Federica. Affettuoso ma non provocante, diciamo da persone che hanno mantenuto un legame. Un anno fa, questo legame mantenuto, attraverso la scoperta casuale di un sms, aveva provocato la prima crisi tra la coppia d'oro del nuoto.
Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?    Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?    Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?    Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?    Pellegrini-Magnini, il preparatore atletico e la ex dietro la crisi?
È da tempo che montava la mareggiata sui rapporti tra Fede & Pippo. Addirittura sarebbe già stato scelto il momento e il luogo per chiudere la storia: ai Mondiali a Barcellona, a fine luglio, per godere di una bolla mediatica pari a quella di Shanghai. Però il gossip da venticello è diventato tornado. I due hanno avuto una diversa reazione. «Io sono concentrata, mi alleno e penso solo ai Mondiali» ha detto Fede, ammettendo la delicatezza del momento. Magnini è invece entrato nel merito: «Ho già chiarito con Federica il significato di queste foto. Non ci sorprendono perché non dicono nulla». Invece qualcosa dicono. Pippo non ha mai rotto i rapporti con Cristiana, la casa di Pesaro è ancora lì, che li aspetta, e dall'autunno, quando Federica si stabilirà a Narbonne e quasi certamente Filippo non la seguirà, potrebbe ospitare il seguito di sei anni di fidanzamento. E Federica? I rumors parlano di una simpatia per Matteo Giunta, cugino di Pippo, il preparatore che li segue dopo Londra 2012. Boom. Va bene il gossip, ma i tre vivono insieme a Verona e ora sono insieme in Francia. No, questo è troppo.
Pellegrini e Magnini, dall'amore alla crisiPellegrini e Magnini, dall'amore alla crisi    Pellegrini e Magnini, dall'amore alla crisi    Pellegrini e Magnini, dall'amore alla crisi    Pellegrini e Magnini, dall'amore alla crisi    Pellegrini e Magnini, dall'amore alla crisi

domenica 20 gennaio 2013

ALICIATETAS , IL BLOGGER PIU' SEDUCENTE D'EUROPA. QUANDO SI DICE : "UN NOME, UNA GARANZIA ! "


Io sono così orgoglio del Camerlengo, dei suoi 120.000 contatti........
Eccomi sistemato...ALICIATETAS la seguono in 5 milioni e ha ricevuto 18.000 richieste di matrimonio....
Adesso ditemi, cosa avrà mai questo Blogger  più di me ????????


« LA VIGNETTA DELLA SETTIM...VI SIETE MAI INTERROGATI... »

WEB FOLLIE, FOTOGALLERY, BOOB BLOG, 

LA BLOGGER DELLE TETTE, SPAGNA, 

NIK ALICIATETAS, MOSTRA SOLO 

IL DECOLLETE', E' INGEGNERE

Post n°7102 pubblicato il 14 Gennaio 2013 
da psicologiaforense


Scrive dalla Spagna, il suo nick è ALICIATETAS, la seguono in 5 milioni, ha ricevuto 18 mila richieste di matrimonio! Dice di sè:  "Io vengo dalla terra del sole e del buon cibo, sono divertente e estroversa, ingegnere e ingegnosa. Se volete vedere la mia scollatura, seguitemi sul mio blog...".
Il mistero della blogger più famosa del mondo: senza nome né volto mostra solo il decolleté
E' ormai nota in tutto il mondo come la "blogger delle tette" (boob blogger) ma si presenta con lo pseudonimo di Alicia Young.Posta ogni giorno sul suo blog una foto che ritrae, in primo piano, il suo generoso decolleté, ripreso in diverse situazioni. Accompagna l'immagine con brevi testi che parlano di cose personali o propongono riflessioni su questioni di crisi nel suo paese. In questo modo Alicia Young, una giovane spagnola che non ha rivelato il suo vero nome o il suo volto, è diventata un vero e proprio fenomeno web in Spagna, con oltre 3 milioni di contatti registrati dal suo blog (dall'emblematico nome aliciatetas) e migliaia di fan. Il sito Huffington Post in versione spagnola riferisce che in soli due mesi il blog di Alicia ha raggiunto oltre 3,5 milioni di visualizzazioni. Anche così ha attirato l'attenzione dei giornali internazionali come The Sun e The Daily Mail. Si conosce poco della sua identità: si sa che Alicia vive a Valencia, in Spagna, che è un ingegnere e che ha 31 anni di età. Nel suo profilo Facebook si legge: "Io vengo dalla terra del sole e del buon cibo, sono divertente e estroversa, ingegnere e ingegnosa. Se volete vedere la mia scollatura, seguitemi sul mio blog...".Oltre al suo seno, ripreso in lingerie o in abiti scollati, mai del tutto scoperto e, spesso, decorato con qualche scritta sopra e alle lunghe gambe di lei non si vede altro. In un'intervista, Alicia ha rivelato che non mostra il suo volto a causa del suo lavoro. L'identità della ragazza che è dietro le scollature resterà dunque celata: "Perché, come tutti quelli che hanno una vita reale, ho un mio lavoro che è abbastanza serio". Sull'origine di questo blog circolano voci differenti. Secondo alcuni si tratterebbe di un banale stratagemma di una porno-professionista. Alicia ha negato l'accusa dichiarando al giornale Las Provincias: "Con il mio blog non voglio far altro che illuminare la vita delle persone e non fare del male a nessuno". Ha anche rivelato di aver ricevuto offerte economiche per il suo spazio in rete ma di non avere intenzione, almeno per ora, di fare soldi con il blog. Il successo dell'iniziativa non smette di sorprendere la stessa Alicia: "Ho capito che qualcosa stava accadendo nel blog, quando, dopo 12 ore dal lancio, avevo raggiunto già più di 170.000 visite... pazzesco! Penso agli articoli che sono stati pubblicati in tutto il mondo, ai commenti e alle mail che ho ricevuto e resto senza parole ... ", ha scritto mercoledì 9 Gennaio, mentre nel pomeriggio di ieri ha scritto: "Sono andata a vedere le statistiche. Abbiamo superato i 5 milioni... mamma mia!"

Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso

Vai alla Home Page del blog

sabato 14 gennaio 2012

"INNAMORARSI DOPO I 40 ANNI E' RIDICOLO" firmato una 20enne

La giornalista di "costume" del Corriere, ANTONELLA BACCARO, rovista tra la posta in arrivo e trova una lettera che la fa trasecolare...una 20 enne che definisce patetica l'amica della madre 40enne a caccia dell'amore...

"Sono una ragazza 20enne. Non parlerò di me, ma di un’amica di mia madre. Lei è una donna di 40 anni, o forse più, con le rughe sul viso, sulle mani, ma ancora con l’illusione di potersi innamorare. Lei si potrà pure innamorare, ma guardandola, mi chiedevo se un uomo può innamorarsi ancora di una donna a quell’età. Non parliamo di Uma Thurman o Cameron Diaz, parlo di donne comuni. Forse un tempo carine, come dice mia mamma a proposito della sua amica. Io le avrei detto di non pensarci più all’amore, di non angosciarsi perché ogni cosa ha la sua età. È stata più cattiva mia madre a darle false speranze che non io a scrivere questa verità. Ah, gli scapoloni amici di mio padre… per loro è tutta un’altra storia: sono dei vitelloni con macchine e soldi… e pieni di femmine. Io quando avrò 40 anni, smetterò di indossare la minigonna. Certi adulti sono ridicoli…"

La giornalista, sbianca e sbarella:
" È stato come sbattere allo stipite di una porta, leggere questa lettera tra i tanti messaggi che ogni giorno arrivano al forum on line Supplemento singolo, dove molte persone, mediamente sui 40 anni, parlano spesso di amore e di speranze, come è comprensibile per chi è senza una relazione stabile.
L’amore è sempre ridicolo visto da fuori? O c’è un’età a cui lo diventa? Le donne perdono il diritto a innamorarsi prima degli uomini? E ai giovani può sembrare davvero ispirato dall’amore quello che vedono scatenarsi nei bar tra maturi 40enni e ragazze di 20 che ci stanno?"

La nostra articolista si lancia in un excursus storico, riandando ai tempi, in fondo non lontanissimi, nei quali a 40 anni i destini femminili, per lo più, erano belli e compiuti (per lo più anche quelli maschili).
"La transizione dalla fase bambina a quella sociale del matrimonio, in pieno boom economico, era breve. Ma cosa succedeva dopo? Cosa ne era dei sentimenti a 40 anni, a circa 20 dal fatidico «sì»? Chiunque oggi abbia superato la quarantina ha un ricordo dei propri genitori a quell’età. L’ideale cui si tendeva era quello del benessere: l’obiettivo della coppia media era mettere su famiglia, comprare una macchina e poi una casa, fare una vacanza d’estate al mare, impostare una vita sociale in cui le coppie invitavano le coppie, le famiglie le famiglie e la domenica tutti a messa. L’amante? Un mito, come rivelano i «B movies» di quegli anni. Ma niente che rompesse lo schema familiare."

Poi arriva il 68, la rivoluzione sessuale, il femminismo, l'emancipazione...quelle cose là....ma all'inizio le cose cambiano con molta lentezza.

" I primi divorziati, quelli degli anni ’70, malgrado la rivoluzione sessuale avesse fatto il suo corso, non andavano in giro per bar a cercare nuove avventure. Se erano donne e vivevano in un paese, e l’Italia è un Paese di paesi, difficilmente mettevano il naso fuori casa, e non avevano nemmeno il conforto di rifugiarsi in chiesa, da cui erano bandite. Chi era rimasta senza marito diventava senz’appello «zitella» e in chiesa andava per recitare il Rosario"

Però dai e dai le cose cambiano anche da noi ...

"L’idea del diritto all’amore a tutte le età è molto più recente e passa attraverso, da una parte, la crisi profonda della famiglia, esplosa nell’ultimo ventennio, dall’altra, l’emancipazione femminile.
Le due cose vanno di pari passo: se la famiglia di disgrega ma soprattutto finisce di essere l’obiettivo principale per molte donne, sostituito dall’ideale dell’indipendenza economica, ecco allora che l’amore smette di essere legato a un ciclo vitale e a uno schema sociale. Insomma l’amore non si esprime più necessariamente attraverso il matrimonio e la famiglia. E qui comincia il difficile, perché non ci si accontenta più di un amore convenzionale, quale strumento di realizzazione sociale, ma si vuole l’amore per l’amore. Quello autentico.
«Io sono una donna, che è in cerca dell’amore, del vero amore. Ridicolo, sconveniente… che ti consuma».
Questo è il famoso monologo che Carrie Bradshaw, amata protagonista della serie Tv Sex and city recita nell’ultimo episodio per esprimere la «poetica» delle donne di 40 anni ancora sole ma non abbastanza disperate da accontentarsi di un uomo di cui non sono innamorate. Ridicolo? Da femminucce?  

Bé certo Sex and the city non mi pare sta guida esistenziale da urlo....ma la giornalista, evidentemente nei guai, non ha trovato di meglio.  Allora meglio tornare a occuparsi della saccente e scostumata 20enne:
 
"La nostra giovane amica della lettera distingue tra i sessi: secondo lei, le rughe delle donne sono una vergogna tale che dovrebbe spingerle a rinchiudersi in casa, come accadeva 40 anni fa, dopo un divorzio.
Di tutte le cose che questa piccola donna ha scritto, molte delle quali legate alla giovane età (chi non pensava, essendo bella e fresca, che i 40enni fossero vecchi?), questa è l’unica di cui dovremmo preoccuparci. Perché il criterio estetico è diventato così rilevante da risultare discriminatorio.
La regola non è più «solo chi è giovane, può amare», che almeno offriva a tutti pari opportunità, ma «chi è bello può amare».
I conti però non tornano neppure così, perché non saranno certo tutti belli i 40enni che abbordano con successo le ragazze nei bar. Allora cosa spinge una giovane a considerare normale che un uomo, a differenza di una donna, possa desiderare a qualsiasi età?
Perché un più che 40enne in cerca di compagnia non risulta ridicolo?
Credo che la risposta stia nella profonda insicurezza di ragazze come quella che ci ha scritto e nei loro ideali già sfioriti, forse non per loro colpa. Se quelle prospettive di diventare indipendenti, che hanno spinto noi 40enni a mettercela tutta, facendo passare il resto in second’ordine, sono sparite, forse la svolta della vita può stare davvero in un bar. Purché si faccia in fretta: 20 anni passano in un attimo.

Insomma quello che non va giù alla nostra femminista è soprattutto la discriminazione tra uomini e donne!
Noi a 40 anni ancora appetibili, l'altra metà del cielo votato al viale del tramonto.
Ma le critiche della giornalista sono state TENERE. Non potete immaginare la bava alla bocca delle lettrici che hanno commentato!!!
Ci torneremo su......
 

sabato 4 giugno 2011

ANORESSIA SESSUALE

Recentemente ho raccolto qualche grido di dolore da parte di amiche il cui uomo è diventato "anoressico" sessualmente. Trattandosi di coppie che avevano superato il giubileo di anni trascorsi insieme ,  io ho provato garbatamente a dire " e te credo !!!!".  Però pare che la cosa sia più diffusa, e riguardi coppie anche giovani ...
Infatti oggi sullo spazio dedicato alla SOCIETA' il Corriere pubblica un servizio titolato CASTE COPPIE .
Si parte dai soliti americani, e più precisamente da un libro dal titolo : INTIMITA' ANORESSICA che individua nello stress cronico la causa della perdita di fisicità delle coppie : la sensazione di essere sempre occupati a fare altro , vero o falsa che sia, si insinua , secondo l'autore del libro, Douglas Weiss , nella vita di ogni giorno e porta a comunicare sempre meno fino all'astinenza sessuale.
In Italia un paio di esperti confermano il fenomeno aggiungendo altre spiegazioni allo stress ed è l'eccesso di offerta, specie dei siti porno sul web come abbiamo visto (vedi post "il porno alla conquista dell'altra metà del cielo....) . La degenerazione consumistica del sesso, la definisce Giovanni Foresti, segretario scientifico della Società Psicoanalitica italiana , iniziata dalla rivoluzione sessuale 68ina che aveva le sue buone ragioni, ma presto strumentalizzata e deviata.
Come reazione a tutto questo, cresce la disaffezione e anche il recupero da parte di una minoranza ristretta ma non più invisibile che vede verginità e continenza come dei valori da recuperare.
Peraltro, lo scorso anno, uscì un libro "LA sessualità degli Italiani "dove invece la vita sessuale della penisola sembra attiva....Però forse il contrasto si può superare leggendo questi dati (esilaranti vedrete, però VERI, almeno pare...) : "Nella fascia di età centrale della vita di coppia, tra i 30 e i 40 anni, il 29% degli uomini ha rapporti sessuali da 3 a 6 (!!!!) volte alla settimana, il 36% delle donne DUE".
Leggete bene....si parla della "vita di coppia"  tra i 30 e i 40 anni e più di un terzo di donne hanno due rapporti a settimana...media che immagino sia valutata buona (le mie amiche, che però di anni ne hanno di più, queste medie se le sognano infatti ....) . Gli uomini vanno meglio...da 3 fino a 6 (e come nostro Dio Padre, si riposano la domenica) . ... Domandina...ma se si parla di vita di COPPIA, gli uomini...la 3,4,5 e 6 volta della settimana , CON CHI VANNO ???? . Vabbè si tratterrà di un refuso.....(ma forse no, vedi post "si dice amore ........." dove si vede che una certa tendenza "extracasalinga"  non riguarda più solo gli uomini ma ormai anche tante donne....).
Quindi , alle mie amiche un po' trascurate che dire....i vostri uomini sono stressati, anche un po' ingolfati dalla visione pornografica, però restano sufficientemente attenti e affettuosi sul "resto". Teneteveli così, e magari, per evitare che l'anoressia vi travolga, date un'occhiatina fuori....
Sorriso.

giovedì 2 giugno 2011

IL MITO E IL FASCINO DELLE CINQUANTENNI

Sul Corriere di oggi c'è un lunghissimo pezzo di Naomi Wolf , piacente donna di 49 anni che oltre 20 anni fa aveva scritto un libro "Il mito della bellezza" , in cui sosteneva che l'enfasi della bellezza fosse una controffensiva maschile per contrastare il crescente potere della donna. Raggiunta la mezza età la signora scrive : " Immaginavo che invecchiare sarebbe stato più difficile e che avrei rimpianto la gioventù. Invece non ho provato né ansie né paure". Avendo molte amiche ormai attorno ai 50 mi sono fatto forza e l'ho letto tutto (una pagina intera !!!) .
Come ormai ho imparato, ho atteso che la prima impressione, pessima, dettata dalla mia misoginia, facesse il suo corso (lo consiglio spesso : battere il ferro quando è FREDDO) . Quindi l'ho riletto e credo di poter fare considerazioni più lucide.
Dunque la signora ricorda ,  nel 1991, quando scrisse il suo primo libro, di aver "notato che una dilagante epidemia di disturbi alimentari stava sommergendo quella che avrebbe dovuto essere la generazione di donne più tosta e sicura di sé mai esistita. Esplodeva in quegli anni la chirurgia estetica e soprattutto il massiccio ricorso alle protesi mammarie. La pornografia erodeva la fiducia sessuale delle ragazze , proprio come una pubblicità martellante, e offensiva, per diffondere l'uso delle creme antirughe andava condizionando il modo in cui le donne affrontavano l'esperienza dell'invecchiamento. L'aspetto esteriore era determinante per stabilire il valore della donna nella società".  Io dentro di me alla prima lettura già fremevo al pensiero che la "nostra" stesse per affermare che le cose dopo 20 anni fossero migliorate...ma per fortuna venivo subito smentito : " Da allora molte di queste problematiche da me evidenziate sono addirittura peggiorate.....Le nuove tecnologie della chirurgia estetica si sono diffuse al punto tale che in alcuni ambienti le donne che mostrano ancora le loro fattezze naturali sono diventate eccezioni...." . Veniva quindi citata una ricerca di una casa di cosmetici che rilevava come quasi il 20% delle donne si sentiva più intrappolato che mai da ideali irraggiungibili di bellezza, più del 50% era in difficoltà, ambivalente. Vi era però un 30% che invece rappresentavano un "cambiamento" rispetto ai must sociali e (non) culturali.
Segue l'elencazione di queste donne di 50 anni soddisfatte, che non hanno alcuna invidia per le giovani e belle donne che incrociano nelle serate ( discutibilmente definite " parte del decoro o del personale di servizio....chissà a che feste va la signora) , la cui esperienza di vita le rende più sicure di sé, del loro corpo (comunque curato...) , di come vestirsi e di come porsi. Insomma quello che si perde in "freschezza" si acquista in sicurezza di sé.  E questo è molto bello.
Ma chi sono queste donne mature non solo di età ma anche di spirito ?
Psicoterapeute, scrittrici, professioniste, donne di successo, carismatiche, benestanti e istruite, tendenzialmente colte , e con una vita sociale gratificante.....QUESTE, invecchiano bene...
E grazie...direi superficialmente....Anche io sostengo che una persona che riesce a dedicarsi a qualcosa che le piaccia in campo professionale e comunque sociale, che abbia  interessi vari e VERI ,  di ogni tipo, basta che non siano semplici distrazioni e/o passatempi, non ha l'ossessione del tempo che passa a livello estetico. Ma di quante/i è questa condizione ?  Il 30% dice la ricerca citata , e a me sembrano già troppe !!! Resta un 70% in difficoltà GRANDE. Mi fece sorridere la risposta sorprendentemente saggia di una ragazza che lavorava in un centro estetico e che , a chi le domandava se il suo lavoro soffrisse della crisi economica, diceva " no, affatto, perché la crisi delle donne è più grave..."  Avrà avuto vent'anni (vede signora Wolfe, non è che giovane sia sinonimo di  scema  ...) .
La chiosa dell'interminabile pezzo la riporto per intero perché assolutamente condivisibile :
"Alle giovani donne ansiose vorrei dire quello che avrei voluto sentir dire alla mia generazione dalle nostre genitrici : tranquille , godetevi il viaggio e non preoccupatevi del futuro . Non esistono le streghe cattive. Andrà tutto bene, siatene certe. Anzi di bene in meglio"
Una chiosa che dedico con vero affetto a queste mie amiche di 50 anni, un po' fragili, un po' impaurite della  mezza età.

SI DICE AMORE PERO' NO, CHIAMARLO AMORE NON SI PUO'...

Conversazione tra una madre, molto adulta...e il figliolo...sicuramente adulto... "lo sai ? la madre di.....a più di 60 anni ha trovato un nuovo compagno !!!! Proprio vero che "l'AMORE NON HA ETA' !!!" . La conversazione avviene a cena, e il figliolo a momenti si strozza dalle risate all'affermazione materna...."Mamma, ma tu sei proprio sicura che si tratti proprio di "amore" ??? Non so, non ti vengono in mente cose ugualmente umane e legittime come paura della solitudine, ricerca di un appoggio e di una presenza ? cosette così ? " Pausa.... "Bé a me piace pensare che sia per amore ! " . Con sorriso paziente sempre il figliolo " Mammetta, ma per caso non è che questa visione così alta e sognante dell'amore a te sia rimasta perché in realtà nella tua vita non lo hai provato MAI ?? " Pausa... "Bé, certo, potresti avere ragione..."......


Ora leggete appresso....come ci stiamo evolvendo....

Qui si apre un capitolo importante: il rapporto col web. Il 33% dei single si collega tutti i giorni, e il 13% più volte alla settimana. Complessivamente, il 55% naviga almeno una volta al mese. Da casa, soprattutto: il 60% ha un collegamento privato, in prevalenza adsl. Sono in parecchi a utilizzarlo per la ricerca di un partner. Insomma per corteggiare, contattare, organizzare appuntamenti. Il tutto, dicono, all'insegna del 'divertimento'. L'11% di chi si collega almeno una volta al mese, si dice interessato a trovare sul web una relazione duratura. Per oltre il 20%, nessuna prevenzione al riguardo. (REPUBBLICA maggio 2007)

Cresce, infatti, anche da noi il numero delle infedeltà coniugali. La città dove si tradisce di più èMilano, seguita a ruota da Roma, e aumenta la percentuale dei 'traditori seriali' che scelgono di dare libero sfogo ai propri istinti attraverso Facebook e affini. A fotografare i nuovi costumi delle coppie Made in Italy è l'Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami). Gli uomini detengono ancora il primato in tema di infedeltà coniugale ma sono tallonati dalle donne: se il 55% dei mariti ha tradito almeno una volta, lo ha fatto anche il 45% delle mogli. Sei tradimenti su dieci avvengono sul luogo di lavoro approfittando della pausa-pranzo. Nel 70% dei casi si tratta di 'scappatelle', nel restante 30% di relazioni stabili. 'Nel 50% dei casi le 'corna' sono tuttavia tollerate' assicura il presidente nazionale dell'Ami, Gian Ettore Gassani che fornisce anche una sorta di identikit del fedifrago. Si è elevata di molto - osserva - l'età del traditore: la media tra uomini e donne è di 44 anni. I più inclini in assoluto a tradire il coniuge sono però i maschi cinquantenni, prigionieri della sindrome di 'Peter Pan'. Gli uomini maturi davanti alla tastiera del Pc vincono tutte le loro timidezze trasformandosi in romantici 'poeti' e implacabili seduttori attraverso le varie chat. MA anche le donne sono in crescita. Vi è un sito , GLEDEN, dove condizione degli iscritti è essere SPOSATI, e uno su tre dei 90.000 iscritti è DONNA […] (ANSA ottobre 2010)

ricercatori notano che l’infedeltà è comune a tutte le culture e che nelle società avanzate le donne tradiscono tanto quanto gli uomini. La fedeltà oggi viene infatti spiegata sostanzialmente come una scelta culturale, piuttosto che come una scelta dovuta al desiderio fisico di sperimentare rapporti con altri partner, che notoriamente in passato si riteneva più forte negli uomini che nelle donne. Cosa è cambiato? Tutto. Un tempo le donne erano relegate a casa a guardare i bambini; oggi esse trascorrono molte ore sul luogo di lavoro, viaggiano da sole, fanno tardi. Le occasioni di tradimento si sono moltiplicate. Anche per le casalinghe la musica sembra cambiata: cellulari, e-mail, chat permettono loro di creare relazioni intime, anche senza uscire di casa. […] DONNA MODERNA

Una donna single su sette cerca in maniera mirata avventure erotiche sui portali Internet. Nell’era digitale, gli incontri online per single non sono più un’eccezione. Per alcuni cuori solitari non si tratta più della ricerca del compagno per la vita - il bisogno di avventure erotiche può spingere i single di oggi nel mondo del web. 'Casual-Dating' è il nome di questo nuovo gioco di alto livello , che ha lo scopo di facilitare proprio le donne nella ricerca virtuale di uomini. […] […] Sinora erano soprattutto gli uomini ad utilizzare il web per soddisfare i propri impulsi. Ma l’emancipazione è arrivata anche qui: le donne di oggi scoprono luoghi virtuali per avere contatti finalizzati ad avventure di una sola notte e storie eccitanti. Esempi proposti dai media, quali 'Sex and the city' rafforzano la consapevolezza sessuale e schiudono nuove prospettive erotiche per le donne: la rete Internet è concepito come luogo di incontri per brevi relazioni erotiche.[…] […] Il 31% delle donne single italiane cercano online un nuovo partner per la vita; una donna su sette (14%) cerca parallelamente (o esclusivamente) un partner erotico. I gestori dei portali hanno reagito al trend e cercano di soddisfare i bisogni delle loro clienti assicurando un livello elevato. Gli uomini devono pagare una quota - spesso superiore ai 100 Euro per tre mesi -, il che assicura al casual dating uomini di un certo standard. […] ADN KRONOS dicembre 2010

Chi lo dice a mia madre ?????? RIsata.

sabato 21 maggio 2011

IL PORNO ALLA CONQUISTA DELL'ALTRA META' DEL CIELO

Da un'indagine svolta nel 2009 su 500 intervistati , il centro studi Nostos di Senigallia ha rilevato che le donne sono dipendenti da :
60% chat erotiche
20% video e foto porno
Tra gli uomini i dati sono rovesciati :l'80% abusa di video e foto il 40 delle chat erotiche.
Quanto sopra è letteralmente riportato nella rivista IO DONNA abbinata al CdS del 14 maggio...
Preciso tutto questo perché stento a credere a questi dati.
Ora è vero che l'unica rivoluzione sopravvissuta al 68 è quella SESSUALE (chissà come mai...) , è vero che la sessualità dilaga e mai come oggi è stato facile farlo a ogni età. Ma questa del porno continuavo ad immaginarla riserva prettamente "maschile". Invece internet, con la libertà e l'anonimato che consente, ha pare sdoganato il voyerismo in salsa femminile. Queste le cause di quella che viene descritta come una vera e propria dipendenza : "sono persone sole, a disagio con se stesse, insoddisfatte della loro vita. Altre sono stressate dal lavoro e cercano una fuga".  
Certo le cose sono un po' cambiate da quando mia mamma, a me 16enne, mi esortava a trattare bene le ragazze "perché loro lo fanno sempre per amore..."
LA domanda è : cosa dice OGGI Una madre alla figlia 12-13enne ? A parte l'educazione sessuale che ha sostituito cavoli e cicogne....e quindi la corretta e scientifica rappresentazione del "come" ortodosso (perché a quello ci si ferma : sesso come spiegazione della nascita. Un trionfo della Chiesa che dura un battito di ciglia ;) :) ) , c'è qualcuno che s'imbarca nell'impresa della illustrazione "emotiva" della sessualità ?
Qualche dubbio a sentire lo "scambio" in voga alle medie tra compagni di scuola dove per vedere e toccare ci sono compensi in ricariche telefoniche e gadget di vario genere, sembrerebbe di no....

giovedì 12 maggio 2011

VARIA UMANITA'

Due storie.
Una in realtà è un aneddoto che mi ha divertito sbalordendomi anche un po'.
Un'amica l'altro giorno mi diceva come la madre si fosse lamentata con lei per l'incomprensione del marito (e padre ovviamente) . "L'altro giorno sono tornata a casa che ero stanca, lui si è lamentato che avevo fatto tardi, che la cena non era e....più tardi, a letto, che mi rifiutavo di adempiere ai miei doveri coniugali ...".
Fin qui, sembrerebbe il racconto di scene assolutamente ordinarie di un matrimonio...a parte il richiamo ai "doveri coniugali" , espressione un po' desueta . Ma la cosa cambia aspetta considerata l'età della coppia : 73 anni entrambi !!!!!!! Accipicchia !!!!
Incidentalmente esprimo la condivisione del giudizio di un mio fraterno ancorché perso di vista amico ( e si, ci si perde di vista anche tra fratelli...) : PFIZER SANTO SUBITO.